Famiglie e residenti di nuovo sotto scacco per l’ennesimo incendio al Parco di Centocelle e al Pratone di Torre Spaccata

L’aria della montagna è fresca, inodore. Quando entra nelle narici nemmeno te ne accorgi. Giusto quando profuma di fiori, come della ginestra quando ero in vacanza.

Non è quella che si respira ora, che sa di bruciato, di plastica avariata. Un odore acre. Che ti asciuga la gola, che ti rimane attaccato. Anche dopo giorni.
Quest’aria avariata la respiriamo ogni volta che cala la notte, tappati dentro casa con le finestre chiuse e che invece vorresti aprire.
Le tracce di quest’aria sporca di diossina rimangono per chissà quanti anni nei nostri polmoni, specie di quelli che abitano nei quartieri di Centocelle, Torre Spaccata, di quelli che vivono accanto al degrado purtroppo crescente, crescente come il cemento e i rifiuti, le impronte pesanti che l’uomo lascia nel suo cammino verso il progresso.

La nube che sabato 9 luglio 2022 ha avvolto nelle sue spire tossiche i palazzi attigui al Parco di Centocelle e al Pratone di Torre Spaccata e anche oltre, stavolta era gigantesca, tanto che la colonna di fumo nero e denso era visibile a km di distanza come da Pomezia, perché stavolta non sono andati in fiamme solo i rifiuti accatastati da ignoti dietro i rottamatori della Palmiro Togliatti ma anche la maggioranza di questi, con chissà quanti altri materiali inquinanti stoccati tra auto e baracche, abusive o meno e con loro purtroppo cani rinchiusi a guardia delle rimesse, gatti, ricci, fagiani, volpi e senza meno tanti altri animali abitanti nell’area naturale del Parco e del Pratone, oltre ad alberi e arbusti.

Una tragedia annunciata o comunque temuta dati i continui incendi che negli anni hanno interessato il Parco e il limitrofo Pratone e le segnalazioni dei cittadini che riferivano di continui fumi notturni provenienti da quell’area.
La presenza di attività non compatibili con il contesto abitativo come gli autodemolitori della Togliatti, gran parte abusivi, da sempre in attesa di esercitare in altri siti, messi alle strette dalle maglie sempre più stringenti delle direttive europee sull’ambiente e da locali vincoli ambientali e paesaggistici, e lo stato di degrado dei suoli del Parco di Centocelle, ricolmi di rifiuti ammassati, rappresentano il fallimento di ogni tentativo di politiche ambientali, una bomba ad orologeria che alla fine è esplosa a danno della Comunità.

Tra le iniziative post incendio portate avanti dai cittadini, quella di Domenica 17 alle ore 18,00, presso la piazza antistante la Parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio ci chiama al nostro dovere di testimonianza e sostegno delle lotte contro anni di indifferenza, di inosservanza e disapplicazione delle normative, di soprusi alla salute e alla dignità dei bambini e dei cittadini residenti nella periferia Est di Roma.

 

https://www.facebook.com/comunitaparcopubblicocentocelle/posts/pfbid034VZbPr3evqhHznoQ6xfonUT1YrUE8iYzV4rTFA2dQ5cARuWGaurHQW3hGfSJxCE4l

Timbrificio Centocelle

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento

Articoli Correlati