Finocchio: una Collina verde tolta alla mafia per costruire un solido futuro senza malavita

"A Peppino Impastato" il Parco Collina della Pace, per ricordare l'importanza della lotta alla mafia e della partecipazione alla politica
di Ilaria Pacelli - 22 Dicembre 2007
Bandierine colorate, fontane dal design moderno, specchi d’acqua sapientemente collocati, ulivi argentei che danzano con il freddo vento di dicembre, il Sindaco di Roma in fascia tricolore e tanti bambini in festa. No, non è una moderna favola di Natale ma la cronaca del 17 dicembre 2007, alle ore 11.00, presso il Parco Collina della Pace in via Casilina Km 18.00, dove si è svolta, l’inaugurazione del nuovo spazio verde alla Borgata Finocchio e l’intitolazione del parco alla memoria di Peppino Impastato. Il nuovo parco sorge dove prima giaceva da 25 anni un edificio abusivo di sei piani, che per tutti questi anni ha significato degrado e abbandono, la proprietà è stata confiscata alla malavita organizzata, in particolare all’ex cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, e grazie alla legge 109 del 1996 sulla sottrazione dei beni alla mafia, è stata assegnata al Comune di Roma per usi sociali. Il Parco, è stato fortemente voluto dall’amministrazione e dai cittadini, ed è per questo che la decisione di dedicare a Peppino Impastato un bene riconsegnato alla collettività, consente di ricordare un uomo che ha sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia: militante di Lotta Continua è stato assassinato il 9 maggio del 1978.
____ Il Parco si compone di un’area verde di 13mila mq, rimodellata su diversi livelli con piazze, punti di sosta, percorsi, spazi attrezzati per bambini e aree verdi. Dal prossimo anno, poi, inizieranno i lavori sui casali posti sulla sommità dell’altura, dove sorgeranno una biblioteca, uno spazio socio-culturale e servizi per i cittadini.
Insieme a Veltroni erano presenti l’assessore comunale alle periferie, Dante Pomponi, il presidente della Commissione straordinaria del governo per la gestione dei beni confiscati, Antonio Maruccia, quello della Commissione parlamentare Antimafia, Francesco Forgione, il presidente dell’VIII Municipio, Fabrizio Scorzoni, Armando Morgia presidente della Commissione Scuola Culture Politiche Giovanili dell’VIII Municipio, gli allievi di alcune scuole del Municipio e Giovanni Impastato, fratello di Peppino.
Durante la cerimonia, il Sindaco ha espresso il desiderio di "creare un’agenzia nazionale per velocizzare i tempi di confisca dei beni alla mafia”, rispondendo così all’appello di Forgione, il quale ha sottolineato che "ci sono troppe ville, troppe case e troppi patrimoni ancora in mano ai mafiosi". Veltroni ha voluto ricordare, riferendosi alla storia di Impastato, che “Per molti anni su questa storia e’ calata una specie di coltre di silenzio, perché la mafia riesce a fare anche questo. Riesce a uccidere, a togliere di mezzo coloro che si oppongono, e qualche volta riesce anche a condizionare ciò che avviene dopo la morte di queste persone"; quindi come ha giustamente sottolineato Armando Morgia “Questa giornata rimarrà un segno particolare, in un unico luogo confluiscono molti valori e simboli: la pace, la lotta alla mafia e la partecipazione dei cittadini alla politica, i cittadini stessi hanno deciso cosa fare di questo spazio, farne un centro culturale e di aggregazione”.
Al termine dei vari interventi istituzionali e non, dopo la scoperta delle due targhe commemorative da parte del Sindaco, è stata la volta dell’esibizione dei Modena City Ramblers, autori della colonna sonora del film "I Cento Passi". Il freddo pungente ha decimato il pubblico, ma il calore dei presenti è rimasto vivo e entusiasta!
La giornata di Forgione e Giovanni Impastato è proseguita nel pomeriggio con un approfondimento sul tema, dal titolo "La mafia uccide. Il silenzio pure" , un talk radiofonico e televisivo organizzato da Ecoradio e seguito da Nessuno tv. Insieme a Forgione e Impastato, hanno animato il dibattito Sonia Alfano e Roberto Morrione, seguiti dalla visione di un corto che ha mostrato la determinazione e la grandezza di Felicia Bartolotta, la mamma di Peppino Impastato, per la regia di Gregorio Mascolo, autore anche del libro sceneggiatura presentato per la prima volta a Roma.   Ora le cose che rimangono da sperare sono due: che i soliti stolti non distruggano questo nuovo spazio, restituito alla periferia romana e conquistato con tanta fatica e che questa inaugurazione non rimanga solo una positiva eccezione.

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti