

“Dopo anni di abbandono, restituiremo ai cittadini un luogo accogliente, sicuro e vivibile”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Stefano Costa
Da simbolo di pericolo a promessa di rinascita. La Pineta Monumentale di Fregene, intitolata a Federico Fellini, torna a vivere dopo mesi di chiusura forzata e oltre quindici anni di attesa per un vero intervento di recupero.
Era il 5 maggio scorso quando il sindaco Mario Baccini firmava l’ordinanza che vietava l’accesso a causa di 121 alberi malati o pericolanti, 32 dei quali pini marittimi lungo la recinzione.
La paura di crolli aveva costretto le autorità a blindare uno degli spazi più amati del litorale. Ma quella che sembrava una condanna si è trasformata in un’occasione.
Oggi la pineta cambia volto. Non solo messa in sicurezza, ma un piano ambizioso di valorizzazione e rilancio voluto dall’amministrazione comunale.
“Dopo anni di abbandono, restituiremo ai cittadini un luogo accogliente, sicuro e vivibile”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Stefano Costa.
E i lavori parlano chiaro:
aree gioco recintate per i bambini dai 2 ai 12 anni;
percorsi fitness ecosostenibili immersi nel verde;
zone ristoro con tavoli, panche e pergolati in legno;
wi-fi gratuito e cartellonistica informativa;
portabiciclette e nuovi servizi igienici;
fontanelle ripristinate, illuminazione potenziata e contenitori per la raccolta differenziata.
La pineta non sarà solo uno spazio di svago. Diventerà anche un luogo d’arte grazie a una inedita area museale a cielo aperto: dieci sculture in legno firmate da Andrea Gandini, ricavate da tronchi già presenti e dedicate a Federico Fellini, che qui aveva ambientato più di una scena dei suoi film.
“Abbiamo già completato la recinzione dell’area giochi e rimosso gli arredi pericolanti – ha aggiunto Costa – È un segnale chiaro: la pineta torna a essere un luogo di socialità, cultura e benessere, coerente con la sua identità storica”.
Da area interdetta a patrimonio ritrovato, la Pineta Fellini si prepara così a tornare protagonista, non solo come polmone verde, ma come spazio di incontro, memoria e futuro.
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