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Fiumicino, un anno di taxi automatici: meno furbetti e più regole per i passeggeri

Solo a settembre 2025, l’app Taxifly ha gestito 120.000 chiamate, con picchi alle 6 del mattino e alle 14:30, momenti clou per gli arrivi

Non è la fine dei “furbetti”, ma almeno adesso i passeggeri hanno un’arma in più per difendersi.

Da aprile 2024, all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, è operativo il servizio di abbinamento automatico dei taxi: un sistema digitale che promette di mettere fine alla pratica dei tassisti che si sceglievano la corsa più conveniente, lasciando indietro le tratte brevi.

Dopo oltre un anno di rodaggio, i risultati iniziano a farsi vedere. Il sistema funziona, anche se non mancano le criticità.

Come funziona il sistema

L’idea è semplice quanto efficace. Appena atterrato, il viaggiatore si reca al totem digitale posizionato al terminal arrivi, inserisce la destinazione e riceve una ricevuta con QR code e tutti i dettagli della corsa.

Il sistema dialoga con l’app Taxifly, installata da oltre 8.000 tassisti romani, che assegna automaticamente le corse in base all’ordine di arrivo.

Quando tocca a lui, il tassista si presenta in banchina, carica il passeggero e parte. Tutto tracciato, tutto automatico.

E per rendere il servizio più efficiente anche per i lavoratori, Adr Mobility ha annunciato una nuova funzione: il sistema sarà presto collegato in tempo reale agli arrivi dei voli, con una pre-chiamata di 70 minuti per ottimizzare le attese nel “polmone taxi”.

I numeri del successo

Il progetto, dopo una fase di test, è ora pienamente integrato nel sistema dei trasporti aeroportuali di Fiumicino.

E i numeri parlano chiaro: solo a settembre 2025, l’app Taxifly ha gestito 120.000 chiamate, con picchi alle 6 del mattino e alle 14:30, momenti clou per gli arrivi. “Il 100% delle corse taxi oggi passa attraverso l’abbinamento totem–app”, confermano da Adr Mobility.

Un risultato che sta attirando l’attenzione anche di altri scali italiani, pronti ad adottare il modello Fiumicino come best practice nazionale.

Le ombre: code e furbetti resistenti

Non tutto, però, è perfetto. Qualche “furbetto” continua a tentare scorciatoie, e nelle ore di punta — soprattutto quando ci sono problemi con i treni — si formano ancora lunghe code di passeggeri in attesa.

Il nodo, spiegano da Adr, è anche strutturale: la viabilità del Leonardo da Vinci risale agli anni ’60 e non è pensata per i volumi di traffico di oggi.

Per questo sono in corso lavori per raddoppiare le baie di carico, passando dalle 2 attuali a 8-10 sia al terminal 1 che al terminal 3. “Un intervento che permetterà di ridurre drasticamente i tempi di attesa dei passeggeri”, assicurano da Adr Mobility.

Un modello in evoluzione

Il sistema di abbinamento automatico non ha risolto tutti i problemi, ma ha portato trasparenza, tracciabilità e ordine in uno dei nodi più caotici della capitale.

Un passo avanti concreto, che fa intravedere una Roma più moderna e digitale — anche nel modo di prendere un taxi.


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