

L'albero era considerato a rischio moderato. Vertice in Campidoglio tra esperti e soprintendenze
Via dei Fori Imperiali resta off-limits anche ai pedoni, mentre i tecnici cercano di capire come un albero certificato come “sicuro” appena pochi mesi fa possa essere crollato all’improvviso, mettendo a rischio la sicurezza pubblica.
L’amministrazione difende il lavoro dei propri esperti, ma ammette che i fattori esterni – dal maltempo al cambiamento climatico – stanno rendendo insufficienti i tradizionali controlli sul verde monumentale.
Secondo le prime analisi, il cedimento del pino sarebbe stato determinato da una combinazione di fattori: il terreno saturo dalle piogge incessanti dall’inizio dell’anno, radici principali compromesse da vecchi lavori stradali e da solette in cemento armato, e l’età avanzata dell’albero – circa 120 anni – che lo colloca al termine del suo ciclo vitale, fragilizzato ulteriormente dal clima.
A poche ore dall’incidente, l’assessora Sabrina Alfonsi ha convocato un vertice urgente per valutare le misure da adottare.
All’incontro hanno partecipato Carabinieri Forestali e Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza immediata, le Soprintendenze Capitolina e Statale per tutelare l’impatto sul paesaggio storico, e agronomi e architetti del progetto “Nuova Passeggiata Archeologica”.
La discussione più delicata riguarda i restanti 40 pini della storica via: ogni esemplare sarà sottoposto a prove di trazione per testarne la resistenza fisica, ma la strategia sembra indirizzarsi verso un rinnovo radicale.
L’ipotesi sul tavolo è sostituire gli alberi secolari con nuovi esemplari più giovani e robusti, superando la logica della conservazione a ogni costo a favore della sicurezza dei cittadini e della tutela delle aree a maggiore frequentazione.
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