

Da lunedì le prime riaperture sul lato sinistro della strada e, contemporaneamente, nuove prove sugli altri alberi
La tenuta dell’area dei Fori Imperiali torna in cima alle priorità del Campidoglio. Dopo i cedimenti registrati nei giorni scorsi a causa del maltempo, il tavolo tecnico convocato giovedì 13 febbraio 2026 ha definito un piano straordinario per la messa in sicurezza dei pini che incorniciano uno dei luoghi simbolo di Roma.
L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire l’incolumità dei milioni di visitatori che ogni anno attraversano l’area archeologica e tutelare i lavoratori impegnati nei cantieri legati al PNRR.
Le analisi condotte dagli agronomi e dai tecnici specializzati hanno interessato 36 esemplari sui 54 complessivi presenti lungo il tracciato.
I pini sono stati sottoposti a prove di trazione controllata e a indagini strumentali approfondite per verificarne stabilità e stato dell’apparato radicale.
Il responso è netto: 12 alberi sono stati giudicati instabili e quindi da abbattere secondo un criterio di “massima precauzione”. Dieci si trovano sul lato sinistro procedendo in direzione Colosseo, due sul lato opposto.
Per la prima volta il tavolo ha deciso di elevare il coefficiente di sicurezza applicato alle prove, portandolo da 1,5 a 2. Una soglia più restrittiva, motivata dall’età avanzata degli esemplari e dalla fragilità dei terreni di riporto, ulteriormente compromessi dagli eventi climatici estremi che hanno colpito la Capitale.
Il piano d’urgenza punta anche a ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità e sull’accessibilità dell’area.
Da lunedì 16 febbraio è prevista una riapertura parziale del transito pedonale, con priorità ai lavoratori impegnati nei cantieri PNRR.
Nella settimana successiva proseguiranno le verifiche sugli alberi del lato destro, per consentire una graduale riattivazione completa del percorso.
La rimozione dei pini non comporterà uno stravolgimento del profilo paesaggistico. Il protocollo sottoscritto con il CREA, la Sapienza Università di Roma e la Parco Archeologico del Colosseo prevede la sostituzione immediata di ogni esemplare abbattuto con nuovi pini di specie Pinus pinea, selezionati per età e dimensioni compatibili con il contesto monumentale.
Elemento chiave sarà la riprogettazione dei siti di impianto: analisi puntuali del sottosuolo e ampliamento degli spazi destinati alle radici per evitare le criticità del passato, quando volumi troppo ristretti hanno compromesso la stabilità nel lungo periodo.
La decisione è maturata all’unanimità in un confronto che ha visto coinvolti, tra gli altri, l’assessora Sabrina Alfonsi, il direttore generale Albino Ruberti, i Carabinieri Forestali e i rappresentanti del Parco Archeologico.
La linea condivisa è chiara: coniugare tutela del paesaggio storico e sicurezza pubblica, senza rinunciare all’identità iconica dei pini romani.
Una partita delicata, dove la salvaguardia del patrimonio monumentale si intreccia con la gestione del rischio in una città sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico.
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