Forse non tutti sanno che … a Bassiano (LT) c’è il “Museo delle Scritture Aldo Manuzio”

Brunella Bassetti - 26 Agosto 2020

Il suo motto “Festina Lente” (“Affrettati con calma”, comparso per la prima volta nel 1498 nella dedica delle opere di Angelo Poliziano) e rappresentato figurativamente da un’àncora e un delfino (l’àncora aldina rappresenta la più famosa marca tipografica nella storia della stampa) può essere un’esortazione anche per noi e per la nostra epoca. Se, ancora oggi, possiamo leggere i testi classici e non solo lo dobbiamo, per buona parte, all’opera e all’ingegnosità di Aldo Manuzio.

Nativo del borgo di Bassiano è considerato il miglior tipografo del suo tempo e il primo “editore” in senso moderno.

In nome, quindi, dell’illustre umanista è sorto nel piccolo borgo (in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza”) il sorprendente “Museo delle Scritture Manuzio”, ricavato all’interno di Palazzo Caetani, e accessibile attraverso Porta Salamandra, l’antica porta cittadina.

Editore, grammatico, umanista, studioso fu una delle personalità più di spicco tra il XVI e il XVII secolo.
Fu un vero genio: caposaldo nella storia dell’editoria e dell’industria tipografica. Il suo intento era quello di preservare la letteratura e la filosofia greca nonché il grande patrimonio della letteratura latina diffondendone i capolavori in edizione stampate. Dopo aver soggiornato in varie città italiane scelse Venezia, nel periodo del suo massimo fulgore, come sede principale della sua attività. Nel 1494 aprì la tipografia nella contrada Sant’Agostino e rapidamente, in tutta Europa, i suoi volumi furono conosciuti con il nome di “edizioni aldine”. Morì nel 1515 dopo aver dato alle stampe circa 130 edizioni in greco, latino e in volgare, fra le quali opere d’autori a lui contemporanei come Erasmo da Rotterdam, Angelo Poliziano, Pietro Bembo e, soprattutto, i grandi classici: da Omero a Virgilio, Aristofane, Tucidide, Sofocle, Erodoto, Senofonte, Euripide, Demostene, Teocrito, Aristotele, Pindaro. Tra i tanti capolavori stampati ricordiamo la prima edizione illustrata in assoluto della “Commedia” di Dante Alighieri.

Oltre ad essere un “divulgatore” nel senso moderno del termine (per esempio, nel 1502 fondò l’Accademia Aldina, istituto dedicato agli studi ellenistici per dare impulso allo studio dei classici greci in Italia e in Europa) nel 1501 – da vero innovatore – dette l’avvio a una collana di libri (di dimensioni e prezzo ridotti) in cui per la prima volta venne utilizzato il carattere “corsivo” (detto anche “italico” o “aldino”) che tuttora usiamo (su incisione del bolognese Francesco Griffo). Non solo, il volume era in “ottavo” perché, nelle intenzioni, questi nuovi libri dovevano potersi tenere in una mano e dovevano essere facilmente trasportabili: una sorta di “tascabili” ante-litteram. Inoltre, forse il contributo più significativo alla moderna cultura della scrittura fu la definitiva sistemazione della punteggiatura così come la usiamo ancora noi: il punto, la virgola, l’apostrofo, gli accenti nonché l’invenzione del “punto e virgola”. Fu, anche, il primo a stampare un libro con i fogli numerati su entrambe le facciate ossia con numerazione progressiva di ogni singola pagina.

Ritrovarsi tra le sue opere (si può vedere anche il suo testamento e ascoltare una fantomatica intervista impossibile” che dà voce all’illustre bassianese circa l’influenza e il futuro della stampa nella cultura e nella società attuale tenendo conto dei sorprendenti scenari che si stanno profilando con i nuovi mezzi di comunicazione) in un museo a lui intitolato può essere davvero una esperienza stimolante e formativa adatta a un pubblico variegato e di tutte le età. Da segnalare: la sala “Della fatica e del piacere del leggere e dello scrivere”; la “Sala della Memoria” e la “Sala dei Graffiti”.

 

Cosa vedere nei dintorni

Sermoneta

Sermoneta, uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia; il “Giardino di Ninfa” (tipico giardino all’inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, sorto attorno ai resti della medievale città fantasma di Ninfa);

l’Abbazia di Valvisciolo (annoverata tra i siti italiani che conservano le tracce più evidenti del passaggio dei Templari);

l’Antica “Norba” con il suo Parco Archeologico e, il delizioso, “Museo del Cioccolato”.

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