Forse non tutti sanno che … a Minturno (LT) c’è il primo ponte sospeso in ferro costruito in Italia

Brunella Bassetti - 24 Agosto 2020

Come appariva prima della distruzione

Si tratta del ponte “Real Ferdinando” che, attualmente, segna il confine tra il Lazio e la Campania. Fu voluto dal re Francesco I di Borbone che, nel febbraio 1828, incaricò l’ingegnere Giura di progettare un ponte sospeso in ferro sul fiume Garigliano, in prossimità dell’antica città di Minturnae. Il progetto venne presentato due mesi dopo e, su volere del re, fu inserita la clausola che le gare d’appalto dovessero essere rigorosamente limitate a ditte e materiali del suo Regno.

Come modelli il Giura si era ispirato a due ponti già esistenti oltremanica. Si presentavano numerosi problemi riguardo alla costruzione, soprattutto per ciò che concerneva la qualità e la dimensione dei tiranti. Nonostante le numerose critiche, mosse da parte del governo inglese, che attraverso le pagine del giornale “The Illustrated London News” espresse più volte perplessità sulle capacità progettuali e costruttive dei “napolitani” … il re Ferdinando II (succeduto al padre) difese a spada tratta la sua opera gioiello e il progetto del Giura dicendo: “Lassate fa’ ‘o guaglione”. Il ponte fu costruito egregiamente grazie alla precisione degli ingegneri e dei fonditori del Regno delle Due Sicilie nonché grazie all’ottimo acciaio prodotto a Mongiana (fiore all’occhiello dell’industria siderurgica borbonica).

Come appare oggi

Un’opera di alta ingegneria per quell’epoca che avrebbe dato lustro alla casa borbonica e avrebbe svolto un’importante funzione strategica di comunicazione in una zona commerciale in forte espansione. Venne ultimato il 30 aprile 1832 e l’inaugurazione – in pompa magna – alla presenza di autorità civili, ecclesiastiche e religiose si tenne il 10 maggio dello stesso anno. Il vescovo di Gaeta benedì la costruzione e il re – contro gli iettatori e rispettando l’antica tradizione napoletana – fece alcuni gesti scaramantici che vennero molto apprezzati dal pubblico presente.

Fu così che anche l’Italia ebbe il suo primo ponte sospeso e secondo in Europa.

Il confine segnato dal fiume Garigliano fu teatro di molte battaglie nel corso degli anni successivi. Da ricordare che durante la Seconda Guerra Mondiale il 14 ottobre 1943 il ponte venne minato e fatto saltare in aria dall’esercito tedesco – attestato lungo la linea Gustav – in ritirata verso Roma dopo l’Armistizio. La campata crollò ma i piloni e le relative basi resistettero all’urto. Grazie ad un restauro avvenuto nel 1998 è attualmente visitabile. Le quattro grandi sfingi faraoniche, che ne sorvegliano gli ingressi, paiono fissare il vuoto e l’eternità unitamente alle torricelle decorate in uno spaesato e quantomeno bizzarro stile vagamente assiro-babilonese.

 

Cosa vedere nei dintorni

1) Il “Comprensorio Archeologico Minturnae” al cui interno si trova il teatro romano, una parte dell’antica Via Appia, resti del Foro Repubblicano e del Capitolium, l’antico mercato, delle Tabernae, e il Tempio della ninfa Marica, tempio dedicato dagli Ausoni/Aurunci – antichissimi abitatori di queste terre – a Marica, dea delle acque e delle foreste e nume indìgete del luogo

2) Si può proseguire la visita per il suggestivo centro storico. Molto caratteristico è formato da piccoli vicoli, porticati, resti di costruzioni romane e chiese in cui immergersi e perdersi. La città ha origini romane veniva infatti chiamata Minturnae, ed ancora oggi si possono apprezzare i suoi resti. Sicuramente da menzionare le antiche mura che circondano l’antico borgo, la chiesa di San Francesco costruita dai Caetani intorno al 1363 e contenente un affresco della Madonna delle Grazie protettrice della città. La chiesa di S. Pietro, cattedrale della città, conserva un pergamo (ambone) tra i più belli d’Italia.

3)  Il Museo Etnografico Aurunco piccolo museo dei costumi locali e della civiltà contadina merita anch’esso un visita.

4) Il Castello Baronale Caracciolo Carafa, dove soggiornò anche San Tommaso d’Aquino e, nel sedicesimo secolo fu di proprietà di Giulia Gonzaga, considerata una delle più belle donne d’Italia dell’epoca

5) Il “Parco Regionale di Gianola e del Monte di Scauri” facente parte del più ampio “Parco Regionale Riviera di Ulisse”.

6) La “Baia dei Sassolini”, a Scauri.

Una visita merita, sicuramente, anche il comune limitrofo di Itri: conosciuto alle cronache per aver dato i natali a “Frà Diavolo”. Nato Michele Pezza nel 1771 fu famosissimo con lo pseudonimo sopradetto. Da fuorilegge a colonnello dell’esercito borbonico contro l’inesorabile avanzata delle truppe francesi e fedelissimo del re Ferdinando IV di Borbone. Continuamente inseguito e ricercato fu posta sulla sua testa una taglia di 17.000 ducati e maestro di caccia fu nominato il colonnello Hugo (padre dello scrittore Victor Hugo). Venne catturato a Baronissi il 1° novembre 1806 e, undici giorni dopo, giustiziato per impiccagione sulla pubblica Piazza del Mercato a Napoli.

Moriva così per mano francese (dal 1806 due re francesi si succedettero sul trono del Regno di Napoli: il primo fu Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, cui succedette Gioacchino Murat) l’eroe Frà Diavolo ma nasceva un mito. Infatti, le sue gesta furono immortalate in una celebre opera musicale di Daniele Auber e la sua ambigua e contraddittoria (per certi versi) personalità fu ispirazione di diverse opere letterarie, di teatro e di cinema.

Da visitare, a Itri, numerose chiese tra cui ricordiamo il Santuario della “Madonna della Civita” dove si venera un antichissimo quadro raffigurante una Madonna nera con Bambino; il Castello, possente fortezza medievale, che ospitò (come a Minturno) la bella e famosa Giulia Gonzaga che soleva ospitare nella sua dimora artisti e letterati dell’epoca quali Vittoria Colonna, Marcantonio Flaminio, Vittore Soranzo, Francesco Maria Molza, Sebastiano del Piombo che le fece il ritratto e tanti altri; il Forte di Sant’Andrea e i resti della Via Appia inserita nella Via Francigena del Sud; il “Parco Naturale dei Monti Aurunci”.

 

 

Brunella Bassetti

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