Forse non tutti sanno che … ad Atina (FR) c’è il Museo “Académie Vitti”

Brunella Bassetti - 23 Agosto 2020

La Valle di Comino, dove si trova il borgo di Atina, offre tante storie da raccontare: una di queste è sicuramente quella custodita nel piccolo Museo “Académie Vitti” dove, al suo interno, si possono vedere le testimonianze delle vicende personali di alcune personalità della Valle che hanno fatto la storia nel campo dell’arte pittorica mondiale.
Un luogo, quindi, della memoria e della narrazione; una storia di riscatto e di emigrazione di chi – lasciando le terre native per fuggire dalla miseria – alla fine dell’800 cercava fortuna oltralpe. Ma è anche una storia d’amore e di famiglia, un percorso d’arte e di emancipazione.

 

Si tratta della casa-museo dedicata agli artisti e modelli Cesare Vitti e alle sorelle Maria, Giacinta e Anna Caira, fondatori di una delle più importanti scuole o atelier sorti alla fine del secolo XIX a Parigi.

Maria, originaria di Gallinaro, e Cesare, originario di Casalvieri, si conobbero a Parigi dove lei e le sue sorelle facevano le modelle per gli artisti di Montmartre, mentre Cesare era anche lui artista, scultore e modello. Ebbero la felice intuizione di aprire insieme “L’Académie Vitti” (49 Boulevard Montparnasse): una scuola d’arte privata per donne, dove i maestri erano spesso nomi importanti di artisti che insegnavano presso l’“Académie des Beaux-arts”. Tra il 1889 e il 1914 fu uno dei più importanti atelier artistici parigini e fu conosciuta, apprezzata e frequentata da artisti di fama mondiale come Gauguin, Picasso, Modigliani, Blanche. Inoltre, fu un punto di riferimento rivoluzionario per l’epoca: le donne potevano esercitarsi nell’arte del disegno con modelli integralmente nudi.

Si tratta, quindi, di un particolarissimo museo ma, nello stesso tempo, è un viaggio a ritroso per conoscere un aspetto de la Ville Lumière fin-de-siècle.

Lo scoppio della Grande Guerra fece svanire il sogno e il progetto e così la famiglia Vitti-Caira fece ritorno in Ciociaria portando con sé uno straordinario bagaglio di esperienze e conoscenze e una preziosissima collezione di materiali. Nei locali che ospitano il museo – che furono l’abitazione della famiglia al rientro dalla Francia – si possono ammirare: schizzi e disegni di nudo; fotografie di modelli realizzate da alcuni dei maggiori fotografi dell’epoca, come Nadar e Naudet; cartoline postali e illustrate a documentare le numerose relazioni personali e professionali; materiale d’epoca.

 

Cosa vedere nei dintorni

1) Il centro storico di Atina con tappe alla Chiesa di Santa Maria Assunta (al cui interno si possono ammirare tre opere pittoriche di Luigi Velpi, appartenente alla corrente napoletana che faceva capo a Francesco Solimena); al Palazzo Cantelmo o Palazzo Ducale (che custodisce al suo interno un esteso mosaico romano e una deliziosa cappella dagli affreschi trecenteschi dedicata a Sant’Onofrio) e al Museo Archeologico, ricco di numerosi reperti provenienti da sepolcreti e santuari e numerose epigrafi che raccontano la storia della Valle di Comino. Una curiosità: le origini di Atina sono antichissime.

La leggenda narra che sia stata fondata da Saturno nell’Età dell’Oro insieme ad altre quattro città del Lazio che cominciano con la lettera A: Anagni, Alatri, Arce, Arpino

2) Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e i relativi sette comuni laziali all’interno dello stesso: Alvito, Campoli Appennino, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda.

 

 

Brunella Bassetti

Gli altri articoli di “Forse non tutti sanno che…”


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti