Fosso dell’Osa, via libera al Piano di recupero urbanistico

Celli: "Atto importante che restituisce dignità a tante famiglie"

L’Assemblea Capitolina ha approvato il Piano esecutivo di recupero urbanistico del nucleo ex abusivo Fosso dell’Osa – Via Polense km 18, nel Municipio VI, dopo il via libera della Giunta avvenuto lo scorso luglio.

Un passaggio fondamentale che mette le basi per una nuova stagione di riqualificazione e servizi in uno dei territori più periferici della Capitale.

Celli: “Restituiamo dignità e servizi a tante famiglie”

«Con questo atto importante restituiamo dignità a tante famiglie – ha dichiarato Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina – e colmiamo anni di ritardi in un’area cresciuta senza opere di urbanizzazione primaria e secondaria».

Il piano permetterà finalmente di realizzare infrastrutture essenziali per il quartiere:

nuova viabilità e marciapiedi,

illuminazione pubblica,

rete fognaria e completamento dei sottoservizi,

scuole, aree verdi e un mercato rionale,

un centro polivalente per la comunità.

«Questo risultato – ha aggiunto Celli si inserisce nel più ampio lavoro dell’Amministrazione sui toponimi, un impegno che proseguirà anche in altre zone della città per garantire riconoscimento e servizi a tanti quartieri. Ringrazio l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia e i consiglieri capitolini per il voto favorevole e il lavoro condiviso».

immagine di repertorio

Veloccia: “Un passo avanti verso una periferia più vivibile e autonoma”

«Con questa approvazione – ha spiegato Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica – saneremo finalmente una difformità urbanistica, accorciando il percorso per l’approvazione del toponimo Fosso dell’Osa. Questo permetterà di realizzare opere fondamentali per rendere il quartiere più vivibile e autonomo rispetto al territorio circostante».

L’assessore ha ricordato come il percorso di recupero sia iniziato già un anno e mezzo fa con la realizzazione della rete idrica, che ha consentito agli oltre 1.100 residenti, dopo più di dieci anni di attesa, di avere finalmente l’allaccio all’acqua potabile e alla rete di smaltimento delle acque piovane.

«Abbiamo mantenuto l’impegno con caparbietà e tenacia – ha aggiunto Veloccia superando molti ostacoli amministrativi. Roma può continuare a crescere solo se colma il divario tra il centro e le sue periferie.»

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