

Ribaltata la sentenza del Tar del Lazio sui lotti da 23,5 milionidi euro per le periferie
Una sentenza che riscrive completamente l’esito di una delle controversie più delicate legate al trasporto pubblico della Capitale.
Dopo mesi di ricorsi e controricorsi, il Consiglio di Stato ha dato ragione ad Atac, ribaltando il precedente verdetto del Tar del Lazio e confermando la legittimità dell’esclusione della società Trotta dalla gara per l’affidamento delle linee bus giubilari.
La decisione mette la parola fine a un contenzioso che avrebbe potuto avere pesanti ripercussioni economiche e organizzative per la municipalizzata romana.
Ma soprattutto rafforza la linea seguita dall’azienda dei trasporti durante le verifiche sulle offerte presentate per il potenziamento del servizio in vista del Giubileo.
Al centro della vicenda ci sono due lotti destinati a rafforzare il trasporto pubblico nelle periferie della città fino alla fine del 2027. Un appalto complessivo da oltre 23 milioni di euro che riguardava alcune linee strategiche nei quadranti nord-ovest ed est della Capitale.
In una prima fase, la società Trotta era riuscita a conquistare entrambi i lotti grazie a un’offerta che prometteva un salto di qualità immediato: autobus elettrici di nuova generazione, mezzi di riserva disponibili fin dall’avvio del servizio e nessuna necessità di ricorrere al periodo transitorio previsto dal bando.
Una proposta che aveva consentito all’azienda di ottenere punteggi premianti e superare i concorrenti in graduatoria. Ma proprio quegli elementi che avevano fatto la differenza sarebbero diventati successivamente il punto più fragile dell’intera offerta.
Nelle motivazioni della decisione emerge un quadro che i giudici hanno ritenuto sufficiente a giustificare le perplessità della stazione appaltante.
Tra gli aspetti finiti sotto esame figura la documentazione relativa all’acquisto degli autobus elettrici che avrebbero dovuto garantire il servizio. Secondo quanto ricostruito durante il procedimento, il documento prodotto a supporto dell’offerta sarebbe consistito in una proposta commerciale con validità temporale limitata e priva di un impegno contrattuale definitivo.
A pesare è stata soprattutto l’incoerenza riscontrata nel numero dei veicoli disponibili. Nei diversi documenti presentati dall’azienda comparivano infatti dati non coincidenti sulla consistenza della flotta destinata al servizio.
Una circostanza ritenuta particolarmente rilevante perché proprio la disponibilità di mezzi aggiuntivi aveva contribuito in maniera determinante all’attribuzione del punteggio che aveva consentito alla società di prevalere sui concorrenti.
Altro elemento centrale della controversia riguarda le infrastrutture necessarie per alimentare i nuovi mezzi elettrici.
L’offerta prevedeva la realizzazione delle opere necessarie, l’installazione delle stazioni di ricarica e il completamento dell’intero iter autorizzativo in tempi estremamente ridotti.
Una previsione che Atac aveva giudicato incompatibile con la complessità tecnica e amministrativa degli interventi richiesti.
Per il Consiglio di Stato, tali valutazioni rientrano pienamente nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante e risultano supportate da motivazioni coerenti e ragionevoli.
Con la pronuncia dei giudici di Palazzo Spada viene quindi confermata la correttezza dell’operato di Atac.
La decisione chiude definitivamente uno dei contenziosi più rilevanti legati al potenziamento del trasporto pubblico per il Giubileo e consente di proseguire senza ulteriori incertezze nella gestione delle linee interessate.
«Atac ha agito correttamente», ha commentato il presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale, Giovanni Zannola, sottolineando l’importanza di garantire standard elevati di qualità, affidabilità e tutela sia per gli utenti sia per i lavoratori del settore.
Per la municipalizzata romana la sentenza rappresenta non solo una vittoria processuale, ma anche la conferma della validità delle verifiche effettuate sulle offerte presentate in una gara considerata strategica per il rafforzamento del trasporto pubblico della Capitale.
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