Gay Pride a Roma, tra le polemiche e le adesioni

Il 3 luglio sfila il corteo “dell'orgoglio omosessuale”. Critiche sui manifesti “Roma è gay”: rappresentano un oltraggio alla sensibilità e al pudore dei cittadini romani

Come tradizione vuole ormai da qualche anno a parte, anche quest’anno si terrà a Roma, il 3 luglio, il corteo del “gay pride”. Partenza come consuetudine da Piramide per le 16,30, sono attese più di 25 mila persone.

Tra chi aderirà, chi simpaticamente parteciperà alla manifestazione colorata e vivace, c’è chi, invece, ha voluto rimarcare degli aspetti dei giorni precedenti.
La polemica parte da Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione onlus “Giuseppe Dossetti: i valori -Sviluppo e Tutela dei Diritti”: <Confermo la mia massima considerazione ed il rispetto per gli omosessuali, ma ritengo assolutamente inopportuna l’affissione di tali immagini che, oltre ad essere ghettizzanti per gli stessi omosessuali, rappresentano un oltraggio alla sensibilità e al pudore dei cittadini romani>>.

Il riferimento del segretario dell’associazione è ai manifesti che promuovevano il corteo del 3 luglio, affissi negli ultimi giorni nella capitale, che vedevano ritratti due ragazzi, scambiarsi effusioni, sotto la sigla “Roma è gay”.

Lo stesso Giustozzi continua, chiedendo <<al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di far luce sull’intera vicenda e di provvedere all’immediata rimozione del manifesto>>.

Sulla stessa linea Dario Rossin, capogruppo de “La Destra” al Comune di Roma, ex PDL, che più volte ha richiesto che gli stessi venissero rimossi, dichiarando <<Roma è di tutti non solo degli omosessuali>>.

In contrapposizione a chi non ha mostrato gradimento per l’iniziativa, troviamo il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, che dichiara <<Abbiamo aderito ufficialmente, per il secondo anno consecutivo, a questa manifestazione per la difesa e la promozione dei diritti civili, perché crediamo che una società può definirsi democratica solo quando viene garantita a tutte le persone la possibilità di poter vivere liberamente il proprio orientamento sessuale>>.

Sulla stessa linea l’Assessore alle Pari Opportunità del Municipio XI, Carla DI Veroli, che chiede che <<venga immediatamente adottata in Italia una legge contro l’omofobia e la trans fobia e che sia promossa nelle scuole e sui mezzi di comunicazione una corretta informazione finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei pregiudizi e degli episodi di discriminazione>>.

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