Laboratorio Analisi Lepetit

Giardino dei Demar: ‘Benvenuti nel piccolo paradiso dei bimbi’

A Tor Tre Teste in via Davide Campari 263
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Ottobre 2012

“Benvenuti nel piccolo paradiso dei bimbi a Tor Tre Teste” questo era il titolo di un piccolo redazionale apparso a p. 8 nel numero di giugno luglio 1992 di “Abitare A”. In esso, tra l’altro si ricordava come anni prima, l’accoglienza dei cittadini adi una piccola giostra ai margini del parco dove via Campari confluisce con via Viscogliosi non fu delle più entusiastiche. Poi a costo di duri sacrifici prese corpo un parco giochi “con trenino lillipuziano, giostrina per bambini, baby autoscontro, tappeti elastici, gommoni acquatici”. E contemporaneamente il Giardino dei Demar divenne sede di importanti eventi che tuttora segnano le stagioni di Tor Tre Teste, dal Carnevale del quartiere, alla sfilata per cani, al concorso Cara Befana, ecc. Ed oggi presso le sue sale si svolgono feste di battesimo, di compleanno nel verde del Parco dei figli di quelli che erano i bimbi di allora.

L’anima del parco giochi è naturalmente la mitica signora Fernanda Dell’Acqua che nasconde la sua bontà d’animo dietro una corteccia a volte ruvida, sempre disponibile però quando è chiamata ad animare con iniziative il quartiere. A lei naturalmente ci rivolgiamo per intervistarla in un periodo di crisi che è grave per tutte le attività commerciali e artigianali, figuriamoci per chi si occupa di intrattenimento e di giochi.

Puoi (a Fernanda è vietato rivolgersi con il “lei”) dirci innanzitutto perché vi chiamate Il Giardino dei Demar?

Prendiamo il nome dalla fusione delle società circensi Dell’Acqua  e Martini (De-Mar), che nasce come attività itinerante circa 30 anni fa (nel 1983) quando eravamo in cerca di una sede fissa in cui impiantare il nostro parco giochi, e nella quale siamo approdati nel 1988. 

Proprio con questo nome, che ci ha sempre portato molta fortuna, siamo approdati a Tor Tre Teste affrontando molti problemi e superando i pregiudizi della gente del quartiere. Nonostante le ostilità iniziali siamo riusciti a far comprendere che non eravamo noi le persone nocive, semmai lo erano i drogati e gli sbandati che vagavano in questa zona di parco che noi abbiamo contribuito a ripulire e bonificare. In questa zona, qui in via Campari 263 ormai da ben 25 anni noi lavoriamo per il divertimento delle famiglie.

La tua famiglia e tu in prima persona vantate una continua frequentazione del mondo del cinema…

E’ vero nella mia famiglia sono diverse le esperienze nel cinema. Siamo ben dieci fratelli di cui sette hanno fatto esperienze nel mondo del cinema: mio fratello Roberto è la controfigura ufficiale di Roberto Benigni, Alberto è attore e stuntman, Aldo e Ottaviano lavorano da tempo come stuntman e nelle fiction, altre due sorelle continuano invece la tradizione circense, dalla quale proveniamo un po’ tutti. Io stessa ho avuto esperienze ad alto livello come trapezista oltre che come attrice e come stuntwoman in numerosi film.

Puoi raccontarci qualche episodio?

Adotta Abitare A

Io ho lavorato diverse volte con Paolo Villaggio, memorabile una scena di Fantozzi in cui cadevano in contemporanea diverse donne, ma ero sempre io, vestita però in modo differente. Una volta, dovendo fare la parte di una signora anziana, il regista Luciano Salce se ne uscì con questa battuta: "E adesso ditemi come facciamo ad inquadrare questo po’ po’ di sedere!". E in effetti ero allora uno schianto. Paolo Villaggio è un grande amico e spesso, ogni qual volta gli serviva una donna come stuntwoman mi chiamava sempre e per fortuna le sue chiamate coincidevano spesso con un momento in cui avevo bisogno di soldi. Ci sarebbe da scrivere un libro sulle nostre esperienze circensi e cinematografiche!

E tornando alla vostra attività attuale, cosa puoi dirci?

Ponendo sempre al centro del nostro interesse il mondo dei più piccoli, oltre alle giostre, abbiamo cercato di reinventarci con sempre nuove iniziative, anche con spettacoli teatrali di cabaret e burattini, come stiamo facendo ora e con la ristorazione. La nostra è stata una grande avventura che ci ha dato molte soddisfazioni, peccato che attualmente le cose non vadano bene per motivi legati alla crisi e, in precedenza, al calo delle nascite e alla crescita di numerosi punti di svago nei parchi, che ci sottraggono clienti.

Come state reagendo alla crisi?

Per dare agio e comodità alle famiglie che ci vengono a trovare abbiamo creato un’area per l’intrattenimento e la ristorazione.

Nel frattempo c’è stato un ricambio nella guida delle attività. Come è avvenuto?

In maniera naturale, la nostra in fondo è un’attività a conduzione familiare e questo è motivo al tempo stesso di forza e di debolezza. Oggi a darmi una grossa mano, anzi a condurre e gestire questo parco giochi ci sono le mie due figlie Alessandra (detta Cristina) e Jessica che si occupano di buona parte delle iniziative con grande impegno. E con qualche discussione animata, perché non sempre le nostre vedute collimano e loro dicono che io sono un po’ prepotente.

Quali sono state le ragioni e il segreto del successo della ditta?

A decretare il successo del Giardino dei Demar è stata la cortesia, la gentilezza e i prezzi che sono rimasti invariati dall’apertura nonostante i continui aumenti che affliggono la nostra attività. Sono queste le componenti che ci permettono dopo tutti questi anni di continuare ad andare avanti.

Come ricorda il quartiere al momento del vostro ingresso e come è cambiato?

Il quartiere è cambiato moltissimo; i bambini che venivano un tempo adesso sono diventati padri e madri e a loro volta portano i loro figli con mio grande piacere, in parte un po’ li ho cresciuti. Purtroppo le nascite sono in continuo calo, e questo settore risente tantissimo del fenomeno perché vive proprio grazie ai più piccoli. A questo aggiungiamo il fatto che l’attuale crisi non risparmia nessuno e figuriamoci il nostro settore, poiché è considerato voluttuario e quindi la gente ormai vede il divertimento come una cosa di cui si può anche fare a meno. Per rimanere in piedi perciò non resta che rinnovarsi sempre, stimolando l’interesse del pubblico con nuovi incentivi e attrazioni, come abbiamo sempre fatto. Altrimenti avremmo chiuso da tempo. 


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