

Dall’omonimo libro lo spettacolo di Gerardo Naclerio
Lo spettacolo Gli angeli non sorridono a Natale è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato un paio d’anni fa e nasce da un incontro: le parole di un libro, una voce narrante, le note musicali di un gruppo.
Attrice e musicisti si sono ritrovati così a condividere e interpretare uno spazio comune – il romanzo – che hanno lasciato lievitare tra voce e suoni, fino a farlo diventare un’insolita composizione espressiva in cui nulla è smarrito della trama e dello spirito originario del romanzo.
Sul palco ciascuno ruota attorno alle pagine del libro lasciando una traccia di sé, visibile e cristallina, colorando e sottolineando con i propri strumenti i passaggi, le vicende narrate, senza mai alterare il tenore drammatico del testo. Anzi, è proprio tale spessore a beneficiarne con un risalto coerente e fedele.
Nasce un lavoro d’insieme, di fusione e omogeneo, in cui si riconosce ancora, e bene, l’impronta dell’autore, ma dove nel contempo le parole trovano e si avvalgono di una nuova dimensione polifonica, un veicolo capace di condurle direttamente, senza inutili infingimenti artistici, ai sensi e all’animo dello spettatore.
Questo perlomeno è lo sforzo, tenace e ben visibile, con cui la consueta abilità interpretativa e drammaturgica dell’attrice e regista Cinzia Villari si è nuovamente misurata con un testo narrativo. E come per precedenti lavori ha voluto accanto a sé il gruppo dei Segnali Project, con il loro inconfondibile sound, puntuale ed espressivo, che ne ha sorretto il ritmo recitativo con stile ed equilibrio.
Breve sintesi dell’opera.
Jorge lavora saltuariamente per un piccolo giornale dove la sua innata passione per la scrittura non sempre trova spazio e gratificazioni.
La sua vita, sregolata e precaria, scorre piuttosto solitaria circondata da amici che per lo più sono extracomunitari e nomadi rom mentre l’unica fedele compagnia femminile sembra essere quella della bella e triste Nadia, una prostituta moldava non più giovanissima.
Per il pranzo di Natale ha accettato senza molto entusiasmo l’invito della sorella nella vecchia casa paterna. Lì troverà oltre al cognato e i nipoti, la madre vedova e malata, e suo fratello Valerio, giunto per l’occasione da Londra dove ormai vive abitualmente da qualche anno.
L’atmosfera ovattata e apparentemente gioviale della festività non nasconde i rancori e le ferite di un passato doloroso e ancora ingombrante, né alcune ipocrisie e bassezze del presente.
Al tortuoso filo degli eventi che drammaticamente si dipana attraverso i ricordi si intreccerà, proprio nel giorno di Natale, un misterioso incontro che segnerà l’animo di Jorge e forse il suo futuro con Nadia.
Sullo sfondo, ma ben visibile, si muove una città opulenta e meschina, cruenta e distratta, in cui i volti degli esclusi, delle vittime dell’intolleranza e dei soprusi, sono purtroppo quelli di sempre.
L’autore, Gerardo Naclerio nasce a Roma nel 1964 nel quartiere del Pigneto-Prenestino.
Diplomatosi nel 1983 perito industriale coltiva la sua passione per la scrittura con brevi poesie che tiene chiuse nel cassetto salvo poi farle “respirare” agli occhi di alcuni stretti amici.
Lavora per 7 anni in una fabbrica della Tiburtina dove entra in contatto con le problematiche e i drammi del lavoro, dei licenziamenti, della cassa integrazione e delle lotte sindacali per la salvaguardia dell’occupazione.
Dal 1993, a seguito di concorso pubblico, insegna presso un istituto tecnico della capitale come docente di laboratorio di Fisica.
Nel 2005 pubblica il suo primo manoscritto “Dove non sbocciano i fiori” – edizioni il Filo, una raccolta di racconti (giunta alla terza ristampa) che ha ricevuto un’ottima e incoraggiante esperienza. Il libro è stato infatti presentato alla Biblioteca del VI municipio “Pigneto”, IX municipio “Raffaello”, in alcuni istituti scolastici (ITIS Hertz, ITIS Giorgi, Scuola elementare Cecconi), librerie importanti (Rinascita –L.go Agosta-), enolibrerie (Il Tiaso).
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