Grab, battaglia ai Parioli: Pd e Italia Viva salvano il progetto, centrodestra e comitato contro

Negli ultimi giorni il parlamentino è tornato a occuparsi del tema, approvando una risoluzione che introduce una serie di proposte di modifica all’intervento in corso

La ciclabile di via Panama continua a far discutere. E non poco. Nel cuore dei Parioli, dove ogni modifica alla viabilità diventa immediatamente un caso cittadino, il progetto del Grab – il grande raccordo anulare delle bici – procede tra cantieri aperti, proteste dei residenti e tentativi di mediazione da parte delle istituzioni.

Negli ultimi giorni il consiglio del Municipio II è tornato a occuparsi del tema, approvando una risoluzione che introduce una serie di proposte di modifica all’intervento in corso.

Un passo avanti, secondo la maggioranza di centrosinistra. Un pannicello caldo, secondo il comitato “Sos via Panama”, che chiede da settimane una sola cosa: fermare tutto e ridiscutere completamente il progetto.

La situazione è ormai nota: l’arrivo della ciclabile ha ridotto i posti auto, ristretto la carreggiata e, secondo molti residenti, peggiorato il traffico in una zona già messa a dura prova nelle ore di punta.

Da qui la mobilitazione del quartiere, spalleggiata dalle opposizioni – Fratelli d’Italia e Lega in testa – e culminata nella richiesta di un consiglio straordinario.

Il tentativo del centrodestra era chiaro: convincere la maggioranza a “congelare” i lavori e sposare la proposta alternativa presentata dal comitato a inizio novembre, una sorta di nuovo progetto che ridisegnerebbe completamente via Panama. Tentativo fallito. La ciclabile non si ferma. Ma qualcosa cambia.

Il Partito Democratico, sostenuto da Italia Viva, ha portato a casa un ordine del giorno che impegna la giunta a valutare una serie di correttivi mirati, pensati per migliorare la circolazione e ridurre i disagi segnalati dai residenti.

Le proposte principali sono quattro. La prima riguarda il famigerato cordolo che separa la ciclabile dalla corsia auto: oggi largo 1,40 metri, potrebbe essere ridotto a un metro o addirittura al minimo consentito (50 centimetri).

In quest’ultimo caso, la sosta verrebbe spostata a sinistra e organizzata “a spina di pesce”, recuperando diversi stalli e qualche centimetro prezioso per la carreggiata.

Secondo punto: allargare la mezzeria tra piazza Cuba e piazza Ungheria, per scoraggiare la sosta selvaggia che spesso blocca proprio quel tratto, già complicato per chi scende in direzione via Lima.

Terzo intervento: rivoluzionare la viabilità di via Lisbona. Oggi entrambe le corsie vanno nella stessa direzione, creando un imbuto.

L’idea del Municipio è di trasformarle in un sali-scendi: una corsia verso l’alto, una verso il basso, così da permettere ai residenti di svoltare da via Panama senza essere costretti ad arrivare fino a piazza Cuba.

Un tentativo, insomma, di tenere insieme sicurezza dei ciclisti, esigenze del traffico e necessità dei residenti. Missione tutt’altro che semplice, soprattutto in un quartiere dove la viabilità è già al limite.

Il documento approvato lo ammette con chiarezza: “Il Grab è un’infrastruttura strategica, ma serve equilibrio tra tutti gli utenti della strada”. Un equilibrio che, per ora, resta ancora da trovare.

Ma che il Municipio vuole almeno provare a costruire, passo dopo passo. Mentre i lavori – tra polemiche e cordoli da ridisegnare – vanno avanti.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento