Municipi:

Guidonia, vietato morire nel giorno sbagliato

Orari di ricevimento, posti in ultima fila, troppa burocrazia: il racconto di un lettore

Un nostro lettore di Guidonia, Gualtiero Terenzi, ci ha scritto per raccontarci quello che gli è succeso martedì 13 aprile 2010, quando in seguito a un lutto si è recato all’ufficio cimiteriale di Guidonia per chiedere un loculo.

"All’ingresso il vigilante mi ha detto che non era giorno di ricevimento e pertanto non mi poteva far entrare. Cosi vista la difficoltà e dovendo pur dare una giusta sepoltura al defunto, che era in casa, gli ho chiesto gentilmente se poteva chiedere all’ufficio la possibilità di ricevermi lo stesso: la risposta è stata negativa. Ho parlato telefonicamente con un impiegato, che mi ha ribadito la stessa cosa: non essendo giornata di ricevimento non era possibile ricevere il pubblico, ma solo le agenzie funebri."

Il signor Terenzi però insiste, tanto che l’impiegato decide di spiegargli meglio la situazione mentre fuma una sigaretta, sul marciapiede. "Dopo avermi spiegato le sue ragioni e tutte le difficoltà che ci sono nella gestione del cimitero, mi ha detto che c’era la disponibilità di un solo posto, (tra l’altro in quarta fila, quando invece ogni cittadino dovrebbe avere la possibilità di scelta) ma non poteva assegnarlo perché i loculi si assegnano solo il giorno del trasporto, cioè la mattina prima di celebrare il funerale."

"Cosi – prosegue Terenzi – l’impiegato mi ha consigliato di recarmi il giorno dopo molto presto, intorno alle 7.30, per fare la fila, affinché mi potessi aggiudicare il loculo prima di qualche agenzia. Cosi ho fatto."

Lo stupore e l’incredulità del signor Terenzi sono grandi. Scrive: "Quello che voglio denunciare non è tanto il comportamento degli impiegati, perché penso che rispondano a delle direttive, ma quello del Comune, che lascia che si gestisca in questo modo un ufficio che si occupa di una materia così delicata.Credo che nel momento in cui una persona si trova ad affrontare un evento doloroso, come la morte di un caro, dovrebbe esser trattato in tutt’altro modo."

C’è spazio anche per una chiusura ironica, nella sua lettera: "Il Comune dovrebbe organizzare gli orari dell’ufficio in modo tale da ricevere i cittadini che ne hanno bisogno tutti i giorni e con una giusta accoglienza. Altrimenti dovrebbero parlare con il buon Dio e comunicargli i giorni che loro hanno stabilito, e cosi Lui si regola di conseguenza!"

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