‘Guttuso. 1912-2012’ al Complesso del Vittoriano

La prima antologica romana per il centenario della nascita del Maestro siciliano
di Patrizia Miracco - 15 Ottobre 2012

Per il centenario della nascita di Renato Guttuso il Complesso del Vittoriano dedica una grande mostra al Maestro siciliano: ‘Guttuso. 1912-2012’. È la prima antologica che Roma rende omaggio a Guttuso. In mostra cento dipinti che comprendono l’arco dell’intera vita professionale di una delle più grandi figure del panorama artistico italiano del Novecento.

Guttuso diceva di se’: “Se io potessi, per una attenzione del padreterno, scegliere un momento nella storia e un mestiere” scriveva infatti “sceglierei questo tempo e il mestiere di pittore”.

La vita dell’artista si svolse tra Palermo, Milano e Roma. Arrivò nella capitale nel 1931, a soli diciannove anni, per esporre due quadri nella prima Quadriennale. Ed è a Roma che stringe rapporti con il mondo intellettuale del momento: Moravia, Sciascia, scultori come Moore, Manzù, che gli dedicò il monumento funebre dove è sepolto, musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda, registi come Visconti, De Sica, maestri della pittura come Picasso, Sutherland.

L’arte di Guttuso è, secondo le sue stesse parole, “un’arte diretta e leggibile, non intellettualistica, un’arte più legata all’uomo, ai suoi sentimenti, alle sue sofferenze, alle sue lotte”. Il maestro siciliano, testimone acuto e appassionato del proprio tempo, aderisce al movimento realista e nel 1957 dichiara: “Vorrei riuscire a testimoniare del mio tempo (che è come dire delle mie passioni) senza essere costretto a falsare i significati. Vorrei parlare chiaro e sembrare ovvio, senza essere ovvio, anzi dicendo cose totalmente nuove. Vorrei saper utilizzare il più possibile le scoperte dell’arte di avanguardia senza copiare i metodi di nessuno […]”. Per l’artista “la pittura va presa di petto, come ogni cosa decisiva, non si può girarle attorno con più o meno raffinate carezze”.

Ad avvicinare il Maestro siciliano al realismo è la sua stessa ideologia comunista, non solo perché lo studio della realtà consente di conoscere profondamente le forme e gli aspetti più complessi, ma anche perché ogni nuova forma di conoscenza artistica raggiunta si inserisce nel grande processo di trasformazione della realtà, trasformazione che è l’obiettivo dell’ideologia comunista.

Dalla metà degli anni Sessanta, scrive Fabio Carapezza Guttuso, nasce però in Guttuso “una riflessione che, da tempo iniziata, ha progressivamente consentito all’artista di far emergere, dai reconditi anfratti della memoria, il complesso di immagini in grado di conquistarsi il diritto ad esistere nel presente, per la loro capacità di costruirsi in figure universali e di incarnare, mitizzate, forme attuali dell’esistenza”.

Nel 1976 Guttuso viene eletto senatore della Repubblica nel collegio di Sciacca nella lista del Partito comunista italiano

Guttuso muore il 18 gennaio 1987. “Chi ripercorre la sua pittura, come le motivazioni che passo passo ne hanno giustificato le ragioni, è di fronte a un grado di passionalità partecipativa, di vitalismo, sorprendenti, e certo di portata tutt’altro che inattuale.” (E. Crispolti).

Le opere presenti in mostra provengono da musei italiani ed esteri, oltre che da collezioni private compresa quella dello stesso maestro. Tra le opere esposte le piccole tavolette con le quali ha mosso i primi passi nel mondo della pittura, i capolavori come la Fuga dall’Etna, la Crocifissione, I funerali di Togliatti, il Caffè Greco, La Vucciria, La Spiaggia, la Zolfara, alcuni per la prima volta a Roma, e le splendide nature morte che, negli anni Quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe.

La mostra è presente nel Complesso del Vittoriano dal 12 ottobre 2012 al 10 febbraio 2013.

Orario della visita: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. Costo del biglietto: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto. La biglietteria chiude un’ora prima. Prevendite: 199.747.554; www.ticketone.it

Info: tel. 06/6780664; www.comunicareorganizzando.it.  


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