I cortocircuiti di Bertrand Lavier

Villa Medici ospita quaranta opere dell’artista francese, fino all'8 marzo

Dal 28 gennaio all’8 marzo 2009 l’Accademia di Francia a Roma ospita la mostra di Bertrand Lavier, complesso artista francese che ha raggiunto il successo internazionale negli anni ’80.

Di matrice concettuale, vicino ai ready made di Duchamp, Lavier si confronta con l’arte del passato ripensandola e reinterpretandola, combina oggetti e materiali diversi generando nell’osservatore un vero e proprio cortocircuito cerebrale. Appoggia una bocca rossa (La Bocca/Bosch), splendente e sensuale, su un frigorifero–piedistallo, ruba da Picasso la passione per le sculture etniche (Toko, Lulu, Mamba, Kongo, Ibo, Boli) che però fonde in bronzo e ricopre di Nickel privandole del loro aspetto primitivo, trasforma una fontana neo barocca in un vortice di tubi colorati (Fontaine). Come Duchamp, prende gli oggetti dalla vita quotidiana ma, diversamente dal grande artista concettuale, li sottopone ad un processo di riabilitazione. Mentre Duchamp trasformava in opera d’arte un qualsiasi oggetto preso dalla realtà esponendolo nudo e crudo come si presentava nella quotidianità della vita, Lavier invece con la serie “object socles” presenta oggetti privi di qualsiasi valore nobilitati attraverso il ricorso a raffinati piedistalli costruiti da artigiani specializzati, gli stessi che vengono utilizzati nei musei etnografici per esporre importanti reperti.

“È la cosa in sé e la distanza in cui si pone rispetto all’osservatore che fa di un’opera di Lavier una proposizione critica sullo statuto dell’oggetto artistico” afferma Giorgio Verzotti, curatore della mostra. Lavier lavora sul punto di vista, o, meglio ancora, “sulla trasformazione dell’oggetto a seconda del punto di vista che abbiamo adottato per considerarlo”. Ecco allora che un pianoforte a mezza coda (Steinway & Sons) interamente dipinto può assume una nuova identità e lasciare spaesato lo spettatore mentre uno specchio (Medici) ricoperto da dense pennellate di vernice si trasforma al punto tale da non essere più riflettente.

La vitalità e spregiudicatezza di Lavier travolge anche la facciata di Villa Medici che dà sui giardini interni. Con Sociétés Générales, opera pensata e realizzata appositamente per questa mostra. Lavier riempie le nicchie del palazzo che ospitavano, in passato, eleganti statue in marmo, con otto bassorilievi in ceramica bianca rappresentanti i loghi di altrettante banche: i nuovi idoli del mondo. Un incredibile cortocircuito visivo.

Bertrand Lavier
28 gennaio – 8 marzo 2009
Orari: dal martedì alla domenica ore 11- 19.
Lunedì chiuso
Costo del biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro.
Dal 1 febbraio acquistando il biglietto si avrà la possibilità di visitare la mostra fotografica, “Theo by Richard Avedon”, ospitata presso l’Atelier del Bosco
Dove: Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti 1, 00187 Roma
Per maggiori informazioni: www.villamedici.it

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