I Fatti di Fontamara al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Debutto sul palcoscenico, quale voce narrante, dello scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo, che si alternerà con Michele Placido

Il Teatro Biblioteca Quarticciolo apre le sue porte al ritorno sulle scene del progetto teatrale di Michele Placido, ispirato dal celebre romanzo di Ignazio Silone, "I Fatti di Fontamara".

Lo spettacolo che debutterà venerdi 26 febbraio 2010, rimanendo in scena sino al 28 febbraio, vedrà per la prima volta sul palcoscenico, quale voce narrante, lo scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo, che si alternerà con Michele Placido, nel narrare le vicende del piccolo paesino di Fontamara. In quel villaggio di contadini, situato nella Marsica, simile a tanti altri, dove da secoli i "cafoni" si trascinano nella miseria.

Citando le parole di Ignazio Silone: "La vita degli uomini sembrava racchiusa in un cerchio immobile: prima veniva la semina, poi l’insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l’insolfatura, la mietitura, la vendemmia. E poi ancora? di nuovo da capo. Ogni anno come l’anno precedente, ogni stagione come la precedente. Ogni generazione come la precedente".

Ma un giorno accadde qualcosa che sconvolse la vita dei poveri contadini del villaggio, un due giugno di un anno imprecisato, il governo toglie a Fontamara la luce elettrica perché gli abitanti non pagano la bolletta, e da quella sera si scatenano una serie di eventi straordinari e di soprusi contro i poveri "cafoni". I paesani decidono di affidare le loro speranza di gisutizia al giovane Berardo Viola, che per uscire dalla povertà, farsi un po’ di terra e sposare la sua Elvira, lascia Fontamara. Berardo decide di trasferirsi a Roma, in cerca di lavoro e proprio in quella circostanza incontra uno Sconosciuto, che conduce attività antifascista clandestina. La malasorte vuole che finiscano ambedue in carcere. Pestato a sangue, Berardo resiste per consentire allo Sconosciuto di riacquistare la libertà, finché viene a sapere che Elvira è morta durante un pellegrinaggio. Allora si spegne col conforto di essersi sacrificato per i suoi compaesani ai quali ha trasmesso il suo grido di rivolta.

Lo spettacolo, che nasce appositamente in memoria dei luoghi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, sarà riproposto nei prossimi mesi nel Teatro India (dal 9 al 14 marzo ) e nel Teatro Tor Bella Monaca (dal 19 al 21 marzo).

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