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I giallorossi piegano l’Udinese dopo un incontro bello e difficile

Roma-Udinese 2-1. Quagliarella risponde al gol di Juan, ci pensa poi Taddei a segnare il vantaggio. Espulsi due friulani nel finale e la Roma esulta
di Gianluigi Polcaro - 2 Dicembre 2007
ROMA-UDINESE 2-1

ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti (41′ pt Panucci), Mexes, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Taddei (24’st Cicinho), Giuly, Mancini (40′ st Brighi); Vucinic. All. Spalletti

UDINESE (3-4-3): Handanovic; Zapata, Coda, Lukovic; Zapotocny (1′ st Mesto), Inler, G. D’Agostino (18′ st Pinzi), Dossena; Pepe (29′ st Floro Flores), Quagliarella, Di Natale. All. Marino

ARBITRO: Saccani di Mantova   MARCATORI: 11′ pt Juan (R), 12′ pt Quagliarella (U), 27′ pt Taddei (R)

NOTE: espulsi al 33′ st Pinzi (U) per gioco falloso e Dossena (U) per proteste. Ammoniti G. D’Agostino, De Rossi, Taddei, Tonetto, Pepe. Recupero 1′ pt, 3′ st. Spettatori 33.000 circa.     ROMA – La Roma supera con grande determinazione l’esame Udinese dimostrando ancora una volta che l’unica squadra anti-Inter è quella capitolina. Una sfida ostica per i giallorossi, che si sono confrontati con una squadra ben messa in campo e mai doma. I ragazzi di Marino occupano meritatamente la buona posizione in classifica che si sono conquistati fin’ora. Per la prima volta la curva Sud ha scioperato, e non ha dato il consueto contributo che l’ha resa famosa in tutto il mondo. I fatti susseguenti all’omicidio di Gabriele Sandri fanno ancora discutere il mondo ultras che ha deciso di prendere una posizione netta di fronte all’organizzazione del calcio italiano. La novità negli spalti dell’Olimpico non ha, però, distratto i giallorossi dall’importante appuntamento. Altro fatto nuovo è la presenza di Totti in panchina, cosa alquanto inconsueta da quando il campione romano è capitano, ma Spalletti, sebbene lo abbia recuperato, non l’ha voluto rischiare in questo match difficile giocato su un campo pesante. Sempre infortunati Perrotta, Aquilani e Andreolli, ritornano titolari Mexes e Mancini, oltre a Taddei che era già rientrato in Champions contro la Dinamo Kiev nei primi 45’ minuti. Tra i friulani il tecnico Marino schiera la solita formazione aggressiva con Quagliarella attaccante centrale insieme a Di Natale che parte dalla sinistra. A completare il tridente c’è Pepe sulla destra. In difesa l’assenza pesante è quella di Felipe, purtroppo indisponibile.   Prima dell’inizio c’è il minuto di raccoglimento in onore del barone Nils Liedholm; solo ora si è potuto ricordare il grande giocatore e allenatore svedese, visti i tragici fatti legati a Gabriele Sandri.   Andiamo alla cronaca: al 2’ Taddei genera scompiglio nelle fila della difesa friulana guadagnandosi  un calcio d’angolo. La reazione dell’Udinese non si fa attendere, a dimostrazione del fatto che di fronte c’è un avversario di valore. I primi rischi per i capitolini provengono da Quagliarella, che, da posizione centrale favorevole, spara in porta un tiro insidioso che è deviato in angolo dai difensori romanisti. Al 17’ arriva il primo gol romanista. Calcio d’angolo basso di Pizarro che mette fuori per Giuly, il tiro sporco del francese arriva a Juan che dopo il primo tiro ribattuto da Handanovic, ribadisce in rete. Grande senso del gol per il centrale brasiliano ancora una volta decisivo. Non passa nemmeno un minuto, però, che l’Udinese si riporta in parità con Quagliarella. L’attaccante napoletano, spalle alla porta, si gira e tira d’anticipo in porta sorprendendo Doni. Gran gol e tutto da rifare per la Roma. La reazione dei padroni di casa è organizzata e determinata. Mancini spreca al 12’. Le azioni romaniste si sviluppano bene sulle fasce grazie ai soliti movimenti sincronizzati. La Roma ci crede. Ci provano di testa sia Vucinic che De Rossi, ma l’Udinese risponde con la botta da fuori di Inler, solo ribattuta da Doni. Fischiato, poi, il fuorigioco a Quagliarella sul proseguo dell’azione. Il costante pericolo bianconero non spaventa i giallorossi che demandano a Taddei il compito di dare una svolta al match. Il brasiliano avanza sulla trequarti, pesca Giuly in area che tira; la palla ribattuta ritorna al numero undici romanista che con fatica infila il gol del vantaggio dei capitolini. Ma la Roma non si ferma e prosegue il suo forcing. Prima dell’intervallo c’è la punizione di Di Natale, alta sopra la traversa, e l’infortunio di Cassetti sostituito da Panucci. Al 42’ De Rossi perde palla e per la frenesia di recuperarla commette un fallo sanzionato con l’ammonizione.   Nella ripresa la Roma parte subito a spron battuto. Lo scambio Mancini-Taddei si conclude con il tiro del primo deviato in angolo dal portiere. L’Udinese non demorde e D’Agostino da buon ex prova a segnare con un tiro da lontano deviato da Doni. Gli improvvisi cambi di fronte denotano come le squadre incominciano ad allungarsi. Al 56’ Vucinic, lanciato in verticale, si ritrova palla con il portiere uscito a vuoto e, da posizione troppo a ridosso del corner, riesce comunque a provare un tiro ad effetto con il pallone che accarezza il secondo palo provocando un sussulto ai tifosi presenti. Le squadre cominciano a sentire la stanchezza dopo aver prodotto un ottimo calcio. Al 66’ Mancini ha l’occasione buona per segnare quando Handanovic, uscendo su Vucinic, rimane fuori, ma riesce comunque a chiudere lo specchio ad Amantino. Nonostante non ci sia più la lucidità del primo tempo, i giallorossi sono sempre pericolosi. Juan ci prova di tacco a siglare la doppietta; lo stesso Cicinho, subentrato a Taddei, spinge molto sulla fascia e prova anche il tiro. Gli attacchi romanisti non riescono a concretizzarsi nel migliore dei modi e più d’una volta le ripartenze degli udinesi provocano serie  preoccupazioni alla difesa poco coperta dei romanisti. Ma i bianconeri si complicano la vita quando Pinzi, da poco subentrato al posto di D’Agostino, si fa espellere per un’entrataccia da dietro su Juan. Espulso anche Dossena che protesta vivacemente con l’arbitro, ma non è stata l’unica reazione dell’esterno friulano. La grande occasione per gli ospiti arriva a circa 10 minuti dalla fine, quando Floro Flores (entrato al posto di Pepe) viene pescato da Di Natale davanti alla porta di Doni, ma l’ex napoletano centra in pieno il portiere romanista. I giallorossi capiscono che devono tener palla e sfruttare la superiorità numerica, visto che i pericoli per De Rossi e compagni sono avvenuti dopo le espulsioni dei due bianconeri. La partita si trascina verso la fine con una Roma prudente che preferisce tirare il fiato e attendere il fischio di Saccani, che arriva dopo tre minuti di recupero. I romanisti, con Totti a vigilare dalla panchina, conquistano tre punti fondamentali che  permettono di restare agganciati all’Inter a tre punti di distanza. Entrambe le squadre hanno una partita da recuperare il 5 dicembre, ed entrambe, se riuscissero ad assicurarsi i tre punti, si renderebbero protagonisti della prima vera “fuga a due” del campionato. LE PAGELLE DI ROMA-UDINESE 2-1

ROMA

Doni 6,5: Salva il risultato in due occasioni. Meno preciso sui tiri da lontano, che respinge con più difficoltà, ma alla fine se la cava come al solito
Cassetti 6,5: Solo un tempo per lui, ma garantisce un’ottima prestazione, sia difensiva che d’attacco, e insieme a Taddei blinda la fascia destra
Mexes 5,5: Non è il solito Mexes. Quagliarella l’ha fatto veramente penare anticipandolo quasi sempre. Viene da un periodo particolare, tra rischio trauma cranico e polemiche per il riposo comandato dal medico.
Juan 8: Il brasiliano è ritornato ai suoi livelli, effettuando una brillante prestazione difensiva, e proponendosi spesso in attacco riuscendo a trovare anche il gol del vantaggio romanista. Le sue reti sono state preziosissime fin’ora, sia in campionato che in coppa. In difesa è un baluardo.
Tonetto 6: Non è il Tonetto di Kiev, meno pimpante e più accorto. Garantisce comunque stabilità difensiva e senso della posizione. Cala nel finale.
De Rossi 6: Il solito combattente, anche se stavolta è stato più impreciso del solito, ma la sua intelligenza tattica e la tenacia che lo contraddistingue lo fanno essere sempre fondamentale per questa Roma.
Pizarro 7,5: Altra prestazione maestosa per il piccolo cileno. Tiene palla, inizia l’azione e con la sua dinamicità apre gli spazi per i compagni. Ottimo nelle battute da calcio d’angolo e da una di queste nasce il primo gol romanista.
Taddei 8: Durante il lungo periodo dell’infortunio, tutti avevano notato il grande vuoto che aveva lasciato, ma appena rientrato a tempo pieno ha sfoderato una prestazione strepitosa. Della fascia destra è il signore incontrastato. Chiude tutti gli spazi a Di Natale e in fase offensiva è sempre pericolosissimo. Si inventa il raddoppio romanista e i suoi passaggi precisi e deliziosi permettono alla Roma di andare velocemente in ripartenza. Crolla nel finale quando finisice la benzina; normale dopo un periodo così lungo di stop.
Giuly 7: E’ un funambolo. La sua velocità è una marcia in più per ripartire velocemente. Da posizione centrale sulla trequarti si sgancia rapidamente a destra e a sinistra per aprire gli spazi. Sempre nel vivo delle azioni romaniste
Mancini 6: Paradossalmente è più attivo nel finale, prima che Spalletti lo sostituisca per l’ennesima volta. Si vede che in questi ultimi tempi non è il Mancini degli anni migliori, ma la determinazione non manca, speriamo che ritorni ad essere (nella Roma) l’implacabile esterno che conosciamo. Alla Roma mancano i suoi gol
Vucinic 6,5: Lavoro di fatica, che l’ha visto muoversi molto in avanti. Tatticamente è stato perfetto, ma il suo grande sacrifico l’ha penalizzato sotto porta, dove ha sfoderato belle giocate e tentativi di gol impossibili, ma gli è mancata la “cattiveria” per segnare
Panucci 6: Quando entra da il suo consueto contributo. Avanza spesso sulla fascia ed effettua un gran numero di cross. È sempre una garanzia.
Cicinho 6: Bravo ad entrare subito in partita. Gioca esterno alto ed è pericoloso quando si sgancia. Prova spesso il tiro da fuori
Brighi: s.v.

UDINESE

Handanovic 6,5: Molto reattivo di fronte agli attacchi romanisti, forse troppo, visto che a volte le sue uscite fanno tremare i suoi compagni. Per il resto effettua delle buone parate, quando rimane tra i pali
Zapata 6: Presidia la sua zona di competenza senza strafare, anche perché è più dalla fascia sinistra che partono gli attacchi friulani
Coda 6: Prestazione attenta e prudente, anche se quando partono Giuly e compagni è difficile fermarli
Lukovic 6,5: Grande grinta e bravo a sganciarsi spesso per dare supporto alla fase offensiva. È sfortunato quando restituisce a Taddei la palla per realizzare il vantaggio romanista.
Zapotocny 5,5: Non offre un grande contributo sulla fascia, meglio nella fase di contenimento. Marino nella ripresa gli preferisce un più reattivo Mesto
Inler 7: E’ un punto fermo del centrocampo. Bella partita come regista e bravo in fase di contenimento. Prova anche a segnare con grandi tiri da lontano
G. D’Agostino 6,5: Bravo a smistare palloni illuminanti per i suoi compagni. Deve sacrificarsi sulla mediana per mantenere gli equilibri della squadra. È insidioso quando si affaccia in area avversaria, ma il gol dell’ex non arriva
Dossena 5: E’ troppo nervoso; la sua grinta e la bravura negli affondi in avanti vengono vanificate dalle vivaci proteste che lo conducono anticipatamente sotto la doccia, lasciando irresponsabilmente la sua squadra in nove
Pepe 5,5: Troppo fumoso. La sua dinamicità e brillantezza si fiaccano di fronte ai giallorossi. Nella ripresa viene sostituito da Floro Flores
Quagliarella 7: Il migliore dei suoi insieme ad Inler. Come centrale d’attacco è bravissimo ad anticipare i difensori avversari e a smistare palloni per i compagni. Non solo, è il più pericoloso sotto porta e riesce a segnare un gol dei suoi che sorprende Doni
Di Natale 6: Meno pimpante del solito, ma dalla sua parte deve fare i conti con Taddei e Cassetti prima, e con Panucci dopo. Regala qualche pregevole numero ma si vede più come assistman per i compagni
Mesto 6: Bravo ad entrare subito in partita e a d offrire maggior dinamicità sulla destra
Pinzi 4: Quando subentra a D’Agostino l’unica cosa che è capace di fare è di intervenire da dietro sulle gambe di Juan. Si fa espellere quando la sua stava squadra cominciando il forcing per raddrizzare la partita
Floro Flores 5,5: Molto rapido e bravo ad entrare subito nel vivo del match, ma sbaglia il gol del pareggio davanti a Doni, proprio quando i friulani erano rimasti in nove contro undici


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