I legnanesi, lasciate che i pendolari vengano a me

Dopo Firenze e Torino, il 19 aprile 2013 torneranno al Sistina per una serata evento
di Elisabetta Ruffolo - 1 Novembre 2012

La nascita dei legnanesi è dovuta, nel 1949, ad un’idea di Felice Musazzi, costretto da una disposizione del Cardinale Schuster che vietava le rappresentazioni teatrali promiscue, a far interpretare i ruoli femminili da uomini travestiti, da qui ha origine la composizione quasi esclusivamente maschile della compagnia.

L’idea vincente di Musazzi, fu quella di raccontare al pubblico le storie di paese, del quotidiano con le loro gioie ed i loro dispiaceri in dialetto, caratteristica che rese unica la compagnia. Con Teresa, Mabilia e Giovanni, ha creato un fenomeno di costume che ha attraversato tante generazioni. A questi si sono aggiunti, la cugina Pineta, la Chetta, la Mistica e tanti altri ricoprendo ruoli fissi.Oggi la compagnia è apprezzata anche al di fuori della Lombardia, grazie alla scelta di temi universali, la famiglia, il lavoro, la crisi economica e i rapporti di vicinato, con riferimenti sempre attuali al costume e alla politica.Era il 1970 quando i fondatori Felice Musazzi e Tony Balocco, portarono al Sistina "Chi vusa pusè la vacca l’è sua…". Teatro tutto esaurito, apprezzamenti di personaggi come Visconti e Fellini, i Legnanesi prendevano bonariamente in giro i romani che dicevano "Vedi un pò questi francesi".

Dopo Firenze e Torino, il 19 aprile 2013 torneranno al Sistina per una serata evento. Felici del loro successo ma anche del fatto di tornare a Roma, dove il personaggio di Teresa, potrà arricchire il suo linguaggio con qualche espressione romanesca.


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