Il 996 da Roma all’Europa – Giuseppe Gioachino Belli a 150 anni dalla morte

A 150 anni dalla morte del Belli (1791-1863) il Centro Studi G. G. Belli propone un ciclo di eventi/spettacolo nel Teatro Biblioteca Quarticciolo
di P. T. - 3 Novembre 2012

A 150 anni dalla morte del Belli (1791-1863) Marcello Teodonio – Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli propone un ciclo di eventi/spettacolo da effettuare nel circuito dei teatri di Roma, coinvolgendo il Teatro Biblioteca Quarticciolo. L’obiettivo del ciclo è, da una parte, quello di riproporre lo schema della lettura/spettacolo, di cui il Teatro Argentina è stato iniziatore e propulsore, affidando la presentazione dei sonetti in dialetto e della produzione letteraria di Belli ai massimi studiosi e ai migliori interpreti; dall’altra parte, ottima occasione per presentare una serie di approcci ai testi che consentano ai partecipanti/spettatori di acquisire conoscenze corrette e non pedanti.

Partecipando a quest’interessante iniziativa, si acquisiranno elementi utili all’interpretazione di una cultura complessa, come quella di Giuseppe Gioachino Belli, la cui espressione deve fare i conti con la modernità e i nuovi protagonisti della storia.

Il programma:

martedì 6 novembre, ore 19 in Biblioteca
Claudio Costa, "Un monumento della plebe di Roma". Cultura e poesia di Giuseppe Gioachino Belli.
con Gianni Bonagura

Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863) nei 2.279 sonetti in romanesco lascia non solo una formidabile rappresentazione della vita di Roma, dell’Italia e dell’Europa, della prima metà dell’Ottocento, ma al tempo stesso l’immagine senza tempo, comica e tragica, lirica e drammatica, delle contraddizioni della vita. Così nei suoi versi si confrontano, si incontrano, si scontrano scienza e fede, individuo e società, libertà e destino, antico e moderno.

giovedì 15 novembre, ore 19 in Biblioteca
Paolo Grassi, "Roma antica e moderna". La città, i suoi protagonisti, la sua storia.
con Gianni Bonagura

Nella sua storia ormai quasi trimillenaria, Roma ha sempre rappresentato sia un luogo concreto e identificato, fatto di luoghi e persone, uomini e donne, vicende e idee, sia un luogo emblematico. Nei sonetti di Belli Roma appare città "di sempre solenne ricordanza" e al tempo stesso "stalla e chiavica der monno". E sotto la sua guida si incontrano tipi e tipacci, santi e prostitute, ladri ed eroi, spazi, storie, odori, sapori, colori…

mercoledì 21 novembre, ore 19 in Teatro
Elio Di Michele, "Er deserto". La Campagna Romana, gli stranieri, l’Europa.
con Gianni Bonagura

La città di Roma era circondata da una campagna "rasa / come ce sii passata la pianozza / senza manco l’impronta d’una casa". Un autentico "deserto", come la chiamarono viaggiatori e pellegrini, circondava quella che al tempo stesso era la capitale mondiale dell’arte e della Religione, mèta sognata e suprema dei viaggi, e perciò costantemente frequentata da quegli "stranieri", russi, inglesi, spagnoli, francesi, "e tutte l’antre genti", che a Roma sono da sempre di casa.

giovedì 29 novembre, ore 20 in Biblioteca
proiezione del film ”Nell’anno del Signore” di Luigi Magni

mercoledì 5 dicembre, ore 10 in Teatro
Bruno Torregiani, "Venissimo a capì che so’ misteri". Fede e ragione, politica e liturgia, pubblico e privato.
con Gianni Bonagura

Il confronto tra fede e ragione, tra laicità, libertà, dubbio da una parte, e certezza, Verità, Parola dall’altra, è un nodo centrale della coscienza umana, e in particolare della storia di Roma, dove la religione era il nodo intorno a cui si strutturava l’intera società e la formazione del pensiero. In Belli il confronto e centrale e lacerante, e assume tutte le possibili soluzioni stilistiche, comiche e tragiche.

mercoledì 12 dicembre, ore 21 in Teatro
Giovanni Di Michele, "La fin der monno. Adamo e Giobbe".
con Gianni Bonagura

Come è noto, il 12 dicembre 2012 finirà il mondo. Ma niente paura: Belli ne ha già parlato, e l’incontro sarà proprio il commento a questo evento catastrofico che avviene, in pratica, ogni istante della nostra vita. L’incontro segnerà la conclusione del ciclo, e cercherà di dare un ritratto articolato della personalità di Belli e della ricchezza della sua poesia, esemplarmente guidati da due uomini emblematici della storia umana, e che, come tutti gli esseri umani, erano alle prese con le loro vicende: Adamo, il primo uomo, bello e peccatore, e Giobbe, brutto e innocente.  


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