Il Complesso del Vittoriano presenta Alberto Sordi e la sua Roma

Fotografie, lettere, filmati e oggetti raccontano curiosità della vita privata di Sordi e del suo legame con Roma
di Patrizia Miracco - 15 Febbraio 2013
“Roma è la città più bella del mondo” scrive Alberto Sordi sul Messaggero il 1 dicembre 1988. “Qualcuno – prosegue il grande artista – potrebbe contestare questa affermazione? Roma è anche la città in cui sono nato, dove ho la mia casa, dove vivo. Dirò addio a Roma solo quando andrò all’altro mondo”. Ed ora Roma, a dieci anni dalla sua morte, dedica a Sordi che l’ha tanto amata manifestazioni ed una ricca mostra al Complesso del Vittoriano: ‘Alberto Sordi e la sua Roma’.    A celebrare e a testimoniare il rapporto stretto di Sordi con Roma, dal 15 febbraio al 31 marzo 2013, nella Sala Zanardelli, rimarranno esposti filmati, fotografie, lettere autografe, materiali audio e video, sceneggiature, oggetti e documenti inediti, provenienti dalla casa, dallo studio e dagli archivi privati.   “Nel romanzo sorprendente della sua vita, la storia d’amore con Roma – scrive Gloria Satta, curatrice della mostra – occupa un ruolo chiave. Albertone era perdutamente innamorato della sua città. La considerava la più bella del mondo e sognava di liberarla dal traffico. Dovette limitarsi a ‘governarla’ nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il 15 giugno del 2000, quando il sindaco Francesco Rutelli gli affidò la fascia tricolore per 24 ore tra ali di folla acclamante. Indimenticabile. L’attore è stato il miglior ambasciatore della romanità nel mondo”.    L’esposizione si divide in due sezioni, la prima rivive Sordi attore e i suoi 56 film girati a Roma con approfondimenti, alcuni esposti per la prima volta, e fotografie, album personali, rassegne stampa, copioni e oggetti utilizzati nei film. La seconda sezione propone i momenti più significativi della vita di Sordi a Roma come la sua casa, il suo studio, gli articoli da lui scritti per Il Messaggero, il giorno in cui fu per ventiquattro ore Sindaco della Capitale, l’addio alla lira e il suo particolare rapporto con Giovanni Paolo II. La sezione si conclude con le immagini del funerale di Sordi. Circa cinquecentomila persone resero omaggio alla camera ardente allestita per lui in Campidoglio e duecentocinquantamila parteciparono alle esequie dell’artista a San Giovanni.    Non mancano in mostra curiosità della vita privata di Sordi, il pianoforte che Sordi suonava nei momenti di relax, la poltrona da barbiere disposta in bagno, la bicicletta con cui scorazzava nel parco, la macchina da scrivere personale, il salvadanaio donatogli come cittadino di Kansas City, il baule con gli attrezzi da ginnastica e la benedizione di Giovanni Paolo II.    Così lo ricorda la sorella, Aurelia Sordi: “La sua intera vita è stata consacrata al lavoro, al rispetto del pubblico e all’esaltazione della città che ha amato tanto e considerato la più bella del mondo, il luogo migliore in cui vivere. Roma è sempre stata la sua casa, i romani hanno rappresentato la sua famiglia”.    Per Carlo Verdone “Alberto Sordi resta e resterà un grande amico, un uomo molto generoso e il più grande attore comico che l’Italia abbia mai avuto. Una maschera senza eredi. Perché le maschere sono uniche”.    L’esposizione è a cura di Gloria Satta, Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia.   Info: dal lunedì al giovedì, 9.30 – 18.30; venerdì, sabato e domenica, 9.30 – 19.30. L’ingresso è gratuito ed è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura.   Per ulteriori informazioni: tel. 06/69202049

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