

Coinvolti nello sgradevole fenomeno,anche i quartieri Casal Bruciato, Pietralata, Ponte Mammolo, e Tor Sapienza
Il fetore, proveniente dal depuratore di Roma Est condotto da Acea Ato2, torna ad ammorbare Colli Aniene. E torna, a maggior sofferenza della gente, nel periodo più caldo dell’anno e nelle ore nelle quali in tutto l’orbe si spalancano porte e finestre per trovare refrigerio alla grande calura. Proprio allora accade che arrivino zaffate di una puzza raccapricciante e … addio fresco, i malcapitati sono costretti a richiudersi ermeticamente nelle loro case.
Ad essere coinvolti nello sgradevole fenomeno, non è solo il popoloso quartiere di Colli Aniene, ma anche quelli circostanti altrettanto popolosi, quali Casal Bruciato, Pietralata, Ponte Mammolo, fino a Tor Sapienza, a seconda del vento e delle condizioni di pressione dell’atmosfera.

Eppure, nel febbraio 2014, si era sperato che, dopo decenni di proteste e manifestazioni, il problema di via degli Alberini fosse stato risolto. Un giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma difatti si era mosso, vuoi per la forte protesta della gente, vuoi per un procedimento legale promosso da un collianiense, ed esperite le indagini provocò il sequestro dell’impianto. Fu quindi acclarato che l’ACEA aveva commesso gravi irregolarità nella gestione dell’impianto, sulla normativa degli scarichi e in materia di gestione dei rifiuti e, dulcis in fundo, illeciti amministrativi configurabili come reati. Per queste ragioni, oltre al sequestro del depuratore, furono responsabilizzati della sua gestione, con la funzione di custodi giudiziari, due tecnici esterni all’Acea Ato2, incaricati di vigilare sul corretto funzionamento.
E’ da dire che il depuratore incriminato, è stato oggetto fin dalla sua costruzione avvenuta all’inizio degli anni ’70 del passato secolo, di forti contestazioni per il grande disagio che arrecava. Nonostante le nutrite proteste, l’ACEA ha però continuato negli anni ad ampliare gradatamente e potenziare lo stesso promettendo che il disagio della gente sarebbe cessato, mentre lavorava affinché la capacità di depurazione si triplicasse. Triplicandone la capacità operativa, il depuratore di Colli Aniene diventava di fatto il refugium peccatorum dell’ACEA. Questa, effettivamente, allorquando per gravi irregolarità si è vista sequestrare vari impianti analoghi dei Castelli Romani, lo scorso anno,con un flusso cospicuo e ininterrotto di autocisterne, riversò su Colli Aniene tutta la marea di liquami che non sapeva dove depurare.
In seguito al sequestro, la puzza non cessava del tutto, ma rientrava in limiti accettabili.
Ora ci risiamo: ogni sera ed ogni notte, all’improvviso, si ripete il ributtante fenomeno.
Vorrà questa volta il municipio mettersi dalla parte dei cittadini e farsi valere?
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