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Il Gruppo Ambientale Tiburtina promuove un coordinamento e sollecita una consulta ambiente nel IV Municipio

L’incontro sulla crisi climatica del 28 gennaio al Tiburtino III presso il circolo ARCI Concetto Marchesi,  si è svolta con grande  partecipazione di cittadini e associazioni.

Gli interventi previsti hanno suscitato interesse e posto problemi importanti sulle condizioni del pianeta e sui futuri scenari che l’umanità dovrà affrontare.   Lo ha ben rappresentato il prof. Bruno Buonomo denunciando come i pericolosi ritardi e rinvii della Cop 26 impediranno di mantenere entro il limite di 1,5°C il riscaldamento globale. Dal Presidente WWF Roma e provincia, Raniero Maggini, è stata sottolineata la necessità di assumere, collettivamente e individualmente, la responsabilità e disponibilità a contrastare la crisi climatica.

Il dibattito è stato attraversato da temi importanti. Anzitutto come le   evidenze di un futuro insostenibile dall’umanità siano già presenti: oltre fenomeni meteorologici  estremi (nel 2021 solo in Italia 187 con Roma capolista per 9 eventi), l’inquinamento atmosferico (Roma e la Tiburtina ai peggiori livelli), lo scioglimento del 70% dei ghiacciai dell’Artico e del permafrost (e conseguenti emissioni di metano), il progressivo innalzamento dei mari e la loro acidificazione, l’aumento progressivo dei gas serra, la desertificazione, la perdita progressiva della biodiversità e di risorse.

Sulla risorsa idrica e il suo impoverimento è intervenuto  Paolo Carsetti del Forum acqua  denunciando, oltre al tradimento governativo del referendum del 2011, il tentativo di una completa privatizzazione della risorsa  attraverso il Decreto-legge concorrenza.

Marco  Cacciatori, consigliere alla Regione Lazio, nel tracciare i percorsi storici dell’ambientalismo ha affrontato il tema dei rifiuti particolarmente sentito dai presenti.

Il rappresentante della Fiom CGIL E. Torreggiani ha sottolineato che dalla crisi climatica e dalle logiche del massimo sfruttamento, si esce solo con la partecipazione popolare, con una transizione declinata dalla parte dei lavoratori; la disobbedienza civile, ha detto Andrea Drago portavoce di Extinction Rebellion, è la forma di una convinta protesta portata avanti a Roma, in Italia e in tutta Europa per rappresentare il disagio che assilla le nuove generazioni.

Comune denominatore la considerazione che, nei momenti di crisi, l’intelligenza collettiva è decisiva; in un territorio come quello della Tiburtina, denso di complessità, è determinante  la consapevolezza di quanti dovranno attuare le scelte nella pratica quotidiana. In questa direzione vanno aperti tutti i varchi possibili affinché le scelte istituzionali, da quelle derivate dal PNRR a quelle locali, siano disegnate con il concorso dei cittadini.

Da queste  consapevolezze nasce l’idea di un coordinamento locale delle realtà che operano sul settore ambientale e di cui il Gruppo Ambientale Tiburtina rappresenta l’incipit. Di buon auspicio la rappresentanza  di tante associazioni presenti all’appuntamento: Brigate Verdi, Greenpeace,  WWF,  Rete per Aguzzano,  Coordinamento Uniti Per la Cervelletta, Fridays for future, Alberi in periferia, Extinction Rebellion, Legambiente Giovani, Arci, Università Popolare Michele Testa, Comitato romano acqua pubblica, Podere Rosa, Rifiuti zero Lazio, Salvaciclisti Roma, CoCoQui, Rapporti orti Urbani d’Aguzzano.

Dopo la necessaria ufficializzazione del coordinamento, la proposta è quella  di rivendicare presso il IV Municipio di Roma, una Consulta per l’ambiente e il territorio. Il momento storico che stiamo vivendo è inedito per la storia umana: la condivisione degli interventi non potrà che essere collettiva.

Per informazioni https://www.facebook.com/gruppo.ambiente.tiburtina

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