Il libro sulla vita di San Giovanni Maria Vianney, il curato d’Ars

Di Rita Pomponio, verrà presentato il 5 giugno 2010 nella parrocchia Santa Maria di Loreto a Castelverde di Lunghezza

Il volume "Il curato d’Ars. Lo specchio di Dio" (Ed. Libreria Editrice Vaticana) verrà presentato sabato 5 giugno 2010 alle ore 21, presso la sala biblioteca della parrocchia di Santa Maria di Loreto, in via Santa Maria di Loreto 9, a Castelverde di Lunghezza Roma.

Il testo racconta la vita di San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), meglio conosciuto come “il curato d’Ars”, dalla città della Francia in cui svolse la sua missione di parroco per oltre quarant’anni.
Proprio questo Santo, che già nel 1959 papa Giovanni XXIII aveva proclamato Patrono dei parroci, lo scorso giugno è stato scelto da Benedetto XVI come modello per i preti e proclamato Patrono, non soltanto dei parroci, ma di tutti i sacerdoti del mondo.

Quest’umile sacerdote, nato tre anni prima della Rivoluzione francese, che operò quindi in un difficile periodo storico, fu più volte ostacolato dagli uomini e dagli eventi. Chiamato alle armi quando ormai studiava da seminarista, divenne disertore dell’esercito napoleonico e fu costretto a nascondersi per molti mesi. In seguito, proprio a causa dei suoi studi irregolari, fu spesso tacciato di ignoranza e deriso dai suoi stessi confratelli.
Nonostante ciò continuava la sua missione: donava se stesso e tutto ciò che possedeva per gli orfanelli e per chiunque avesse bisogno di aiuto.
Anche quando ad Ars cominciarono ad arrivare migliaia di pellegrini, don Vianney non spendeva nulla per se stesso, sopravviveva mangiando soltanto un paio di patate bollite al giorno.

Quando la sua fama di santità si diffuse in tutta la Francia egli trascorreva oltre diciotto ore al giorno chiuso nel confessionale senza mangiare né bere, per riuscire ad ascoltare tutti i pellegrini: ogni giorno la fila dei penitenti arrivava ad oltre un chilometro dalla chiesa.

Il Curato d’Ars morì per sfinimento in un torrido giorno di agosto: aveva 73 anni. La sua vita fu costellata da grandi dolori e innumerevoli umiliazioni. Significativa la sua frase pronunciata poco prima che si spegnesse: “Com’è bello morire quando si è vissuti sulla croce”.

Rita Pomponio, "Il curato d’Ars. Lo specchio di Dio”,  pp. 370, Ed. Libreria Editrice Vaticana, euro 15.

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