Il ministro dell’Ambiente Costa ha firmato il piano di riduzione dei voli nell’aeroporto di Ciampino

Una buona notizia dopo 13 anni di proteste e di lotte del Comitato
Redazione - 20 Dicembre 2018

Dopo 13 anni di proteste dei cittadini di Roma, Ciampino e Marino, nelle quali il nostro comitato – afferma un comunicato del Comitato aeroporto di Ciampino – è sempre stato in prima fila, apprendiamo con grande soddisfazione che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dato il via, con la sua firma, al Decreto per la riduzione dei voli nell’aeroporto di Ciampino.

Secondo i dati già noti, il primo passo sarà l’eliminazione dei voli notturni, mentre i voli di linea diminuiranno come minimo di 35 voli giornalieri. Ulteriori misure di contenimento dell’inquinamento acustico saranno adottate sia nella tipologia degli aeromobili utilizzabili in questo aeroporto che per la tutela dei siti sensibili, a cominciare dalle scuole dei tre Comuni colpiti.

Si tratta, come scrive lo stesso Ministero, del primo piano predisposto in Italia per il rientro nei limiti di legge di un aeroporto, ai sensi della normativa sull’inquinamento acustico.

La società di gestione dell’aeroporto, Aeroporti di Roma S.p.A., dovrà attuare tutti gli interventi previsti dal decreto del Ministro entro novembre 2020.

La lunga battaglia dei cittadini che hanno promosso negli anni 2.200 denunce alla magistratura, una procedura d’infrazione comunitaria (EU Pilot 6876/14/ENVI), una petizione al Parlamento Europeo (Petizione n. 0112_2015), nonché innumerevoli iniziative di protesta, trovando spesso il fondamentale riscontro da parte dei Comuni colpiti e della Regione, vede oggi l’inizio di un percorso positivo per il rientro nella legalità dell’aeroporto di Ciampino. Un aeroporto che, come dimostrato dai rilevamenti mensili di Arpa Lazio, supera i limiti di legge da ormai quasi un decennio.

Il provvedimento del Ministro ha dichiaratamente l’obiettivo del rispetto delle norme e della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

La riduzione dei voli e il rientro nei limiti di legge risulta così fortemente vincolato dalle prescrizioni del decreto ministeriale, ma scivola al 2020 la sua completa attuazione, anziché al 2018 come atteso dai cittadini (5 anni dalla presentazione del primo piano di rientro).

Ricordiamo che le norme relative al contenimento dell’inquinamento acustico e il conseguente obbligo al drastico contenimento del numero dei voli risalgono al 1995 (D.Lgs n. 447/1995) e che l’ultimo dei Decreti applicativi di tale legge risale al 2000, mentre la normativa europea sulle valutazioni d’impatto ambientale (VIA), tutt’ora inattuata a Ciampino, risale addirittura al 1987. Perciò il drammatico aumento del numero dei voli a Ciampino, iniziato nel 2000 con l’arrivo delle compagnie low-cost, non trova giustificazione.

Quello di ieri 19 dicembre 2018 del Ministero dell’Ambiente è stato il primo importante passo, adesso bisognerà vigilare sulla corretta applicazione del piano da parte di AdR e di ENAC”.


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