Il Mondo dell’Arte festeggia 35 anni di cultura in periferia

Con musica, quadri, grandi artisti Echeoni e Panacchia grande evento a Centocelle

L’arte fa miracoli, soprattutto in periferia. E se Centocelle oggi è un quartiere più vivo e più stimolante dal punto di vista culturale, il merito è anche di Elvino Echeoni e Remo Panacchia che il 28 novembre 2009 hanno festeggiato il compleanno della storica Galleria Il Mondo dell’Arte, che da 35 anni si trova a via dei Castani 191.

Dalle 18 musica, balli e un ricco buffet hanno rallegrato numerose personalità artistiche, ma anche tanta gente comune, tutti felici di poter ammirare un’infinità di opere d’arte di alto livello qualitativo, tutte di artisti diversi, in un contesto mondano, meno serioso, ma molto valido.

“Già negli anni ’60 si parlava di decentramento culturale e di degrado della periferia – spiega Elvino Echeoni, direttore artistico della galleria – Pasolini, con le sue opere di denuncia sociale, ha lasciato alle periferie un marchio d’infamia. E mentre le istituzioni parlavano del problema delle periferie senza proporre soluzioni concrete, la galleria Mondo dell’arte ha portato la cultura in periferia, scegliendo di insediarsi in un quartiere popolare e popoloso come Centocelle, e di portarci grandi pittori come Franco Caligiuri, Paolo Albanese, Enrico Sereni, Dino Brunori, etc., che potessero esporre assieme giovani talenti in erba che si sono poi avviati alla professione di pittore. E’ stata questa la marcia in più rispetto ad alcune gallerie d’arte di via Margutta che, pur millantando cultura, sono poco più che affitta camere. Non chiediamo mai soldi a chi espone, non abbiamo mai pensato solo alla commercializzazione, anzi, al Mondo dell’Arte abbiamo svolto anche presentazione di libri di poesie e testi d’arte, concerti musicali ed eventi teatrali.”

“Cercavamo un lavoro che si adattasse alle nostre esigenze – racconta Remo Panacchia, direttore commerciale e gallerista de Il Mondo dell’Arte – quando aprimmo il primo “Circolo degli artisti” a viale Alessandrino, volevamo coniugare le esigenze dell’arte con il problema della crescente divisione tra periferia e centro della città. Tra i momenti difficili ricordo quelli alle prese con la burocrazia e le leggi: ci vollero 5 anni per ottenere la prima licenza. Se ce l’abbiamo fatta è stato proprio grazie alla nostra volontà di portare avanti un progetto condiviso con forza e decisione.”

Proporre l’arte al di fuori di alcuni schemi ha assunto presto un ambito internazionale. Elvino e Remo hanno organizzato mostre in tutto il mondo: dalla Cina al Canada, dagli Stati Uniti d’America agli Emirati Arabi, passando per diversi paesi del nostro continente.

“Uno dei momenti più emozionanti è stato in Canada, era un progetto artistico in collaborazione con la Regione Lazio, -prosegue Panacchia – lì ho capito che l’italiano, quello vero, lo trovi all’estero. Dopo aver promosso artisti come Mario Russo, Novella Parigini, Domenico Purificato, Lamberto Ciavatta, Sandro Trotti, Enrico Benaglia, Renato Guttuso, etc., posso dire di aver creato degli appassionati di arte, di averla avvicinata alla gente, pur tutelando sempre l’immagine del pittore e i gusti degli acquirenti.”

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