Il monumento funebre sulla via Cassia non è la Tomba di Nerone

In realtà dedicato ad un’altra persona
di Massimiliano Liverotti - 3 Dicembre 2007

Il monumento che viene erroneamente identificato come Tomba di Nerone a causa di una leggenda nata nel Medioevo da il nome ad una intera zona di Roma e si trova tra il nono e il decimo chilometro della via Cassia. In realtà si tratta del sepolcro di Publio Vibio Mariano, curatore e preside della Sardegna e prefetto della terza legione gallica, originario di Julia Dertona, località che sorgeva dove si trova oggi Tortona e della moglie Regina Massima. Il monumento funebre fu eretto per volontà della loro figlia Vibia Maria Massima come racconta l’iscrizione che si trova sul grande sarcofago databile al III secolo d.C. in una sorta di tabella posta vicino alle figure dei Dioscuri.

Alla tomba di Nerone è legato anche un triste presagio sulla sorte di Napoleone infatti nel corso della cerimonia della sua incoronazione, a Parigi fu lanciata una mongolfiera decorata di bandiere e festoni e reggente al posto della navicella una corona imperiale con l’aquila napoleonica. La mongolfiera, nella notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1804, giunse su Roma e si abbassò di molto per una caduta di vento. Si scontrò proprio contro il sepolcro per cui la corona imperiale e l’aquila si staccarono. Il pallone fu invece rinvenuto nel lago di Bracciano. L’incidente fu ritenuto un sinistro segno premonitore per il destino dell’imperatore che, infatti, dieci anni più tardi, dopo la sconfitta di Waterloo, dovette assistere al crollo del suo impero.


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