Il nodo dei dehors e tavolini: Roma pronta alle nuove regole, ma il governo pensa a un’altra proroga

Nonostante la Capitale abbia finalmente scritto e approvato un nuovo regolamento, chiaro e stringente, a livello nazionale si ragiona su una proroga che potrebbe spingersi fino al 2027

Tavolini che spuntano sui marciapiedi, pedane che trasformano parcheggi in salottini all’aperto, ombrelloni che disegnano nuovi orizzonti urbani. Nati come soluzione d’emergenza durante la pandemia, i dehors rischiano di restare molto più a lungo del previsto.

Nonostante Roma abbia finalmente scritto e approvato un nuovo regolamento, chiaro e stringente, a livello nazionale si ragiona su una proroga che potrebbe spingersi fino al 2027.

L’emendamento porta la firma del senatore di Fratelli d’Italia Costanzo della Porta, relatore del Ddl Semplificazioni. Se approvato, consentirebbe ai “dehors liberi” di continuare per altri due anni, fino al 30 giugno 2027, rinviando ancora il riordino del settore. Anche la delega prevista dalla legge sulla concorrenza verrebbe spostata più in là: dal dicembre 2025 al dicembre 2026.

Per il Campidoglio, che a fine 2024 aveva varato un impianto normativo nuovo di zecca, la prospettiva è una doccia fredda. «Non è la strada giusta – ha dichiarato l’assessora alle Attività produttive Monica Lucarelli Roma ha fatto il suo dovere. Abbiamo approvato regole condivise con categorie economiche e residenti, chiare e innovative, che segnano un cambio di passo».

immagine di repertorio

Il nuovo regolamento, infatti, disegna una mappa equilibrata: rigore nelle zone più congestionate, margini di ampliamento dove possibile, criteri oggettivi per valorizzare la qualità ed evitare improvvisazioni. Tutti gli operatori dovranno adeguarsi entro il 31 dicembre, senza eccezioni.

La proroga nazionale, però, rischia di azzerare questo lavoro. «Continuare con misure nate in una fase eccezionale significa alterare gli equilibri urbani, penalizzare chi vuole investire e creare due categorie di operatori», ha aggiunto Lucarelli, che ha già convocato le associazioni di categoria.

Da qui la proposta di un “emendamento salva Roma”: se davvero il Parlamento intende concedere più tempo, che almeno escluda i Comuni che hanno già approvato un regolamento. Altrimenti, osserva l’assessora, il rischio è che la gestione emergenziale diventi la normalità.

Intanto, i dehors restano lì, tra via dei Gracchi e Trastevere, tra piazze storiche e vicoli stretti. Per alcuni sono il simbolo di una città più viva e accogliente, per altri un’occupazione selvaggia che soffoca spazi e convivenza civile. Quel che è certo è che la battaglia sui tavolini all’aperto è appena cominciata.


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