Il nuovo redditometro

E' entrato in funzione effettivamente dal 19 agosto 2013. I controlli previsti per il primo anno saranno 35 mila su un totale di 41,3 milioni di contribuenti

Il nuovo redditometro, entrato in funzione effettivamente dal 19 agosto 2013, è entrato in servizio soltanto in agosto nonostante l’ultima riforma normativa sia del dicembre 2012 perché è stato revocato un provvedimento del tribunale di Napoli che ne sospendeva l’applicazione per presunta violazione della legge sulla privacy poi risultata infondata; potrà essere usato per il controllo degli anni d’imposta dal 2009 in poi.

Tale strumento andrà a misurare lo scostamento significativo fra i redditi dichiarati e la capacità di spesa dei contribuenti. Nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l’amministrazione finanziaria prenderà in considerazione solo spese e dati certi (presenti in anagrafe tributaria) e non, almeno in una prima fase, gli elementi statistici come in primo momento ipotizzato.

redditometroColoro che avranno uno scostamento del reddito dichiarato da quello stimato dall’amministrazione di almeno il 20% verranno convocati dall’Agenzia delle Entrate che, in una fase preliminare, chiederà spiegazioni di tale scostamento ed eventuali altri elementi che nella fase preliminare non sono stati valutati, perché non in possesso dall’Agenzia delle Entrate, come per esempio eventuali redditi a tassazione alla fonte, interessi percepiti su depositi bancari od obbligazioni, vincite a lotterie e simili, donazioni di parenti per contribuire alle spese sostenute, rimborsi assicurativi o ogni altra entrata documentata lecita che possa dimostrare all’ amministrazione finanziaria la corretta posizione del contribuente.

Se dal primo esame la posizione fiscale del contribuente dovesse risultare chiara all’ufficio il controllo si esaurisce.

Qualora da questo primo incontro non si possa dimostrare la correttezza della propria posizione fiscale, il funzionario responsabile della procedura provvederà a sviluppare un calcolo per determinare l’effettivo reddito del contribuente, presunto infedele, e a proporre un nuovo imponibile e di conseguenza una nuova imposta, degli interessi e delle sanzioni che saranno ridotte se non si propone ricorso in Commissione Tributaria.

C’è da dire che i controlli previsti almeno per il primo anno, dato fornito dall’Agenzia delle Entrate, saranno 35 mila. Numero assai basso considerando che i contribuenti Italiani sono circa 41,3 milioni dei quali circa il 23% ha un reddito paria a 0.

Questi numeri dovrebbero confortare i contribuenti onesti che in questi giorni si sono preoccupati dell’entrata in vigore del nuovo redditometro.

A mio giudizio il redditometro ha una funzione che può considerarsi utile nell’interesse generale, considerando che l’evasore fiscale e soprattutto il grande evasore è un ladro che ruba nelle tasche del contribuente onesto che, anche per colpa degli evasori, è costretto a sopportare un carico tributario fra i più alti del mondo.

Ma il redditometro dovrà necessariamente essere affiancato da controlli sul campo che vadano a fotografare la situazione attuale ed effettiva.

Questo in considerazione anche del fatto che i dati in possesso dell’Amministrazione sono quelli che risultano dalle carte: a volte potrebbero non coincidere con la situazione effettiva, inoltre fotografano una situazione vecchia anche di 4 anni e che potrebbe anche non più rispondere alla situazione attuale del contribuente, sia a suo favore che a suo sfavore.

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