Il Palazzaccio racconta la sua storia

Fino al 3 luglio il Palazzo di Giustizia festeggia il primo centenario della sua fondazione

Dal 28 aprile al 3 luglio 2011 è aperta a Roma ‘1911 – 2011. Il Palazzo di Giustizia. Un’architettura simbolica per Roma Capitale’, una mostra per celebrare il Palazzo di Giustizia nel primo centenario della sua fondazione, 11 gennaio 1911.

L’esposizione, compresa nella grande mostra ‘Regioni e Testimonianze d’Italia’ per i 150 anni dell’Unità d’Italia, propone un centinaio di opere tra quadri, dipinti, statue, progetti, fotografie, disegni, che spiegano il progetto costruttivo a partire dalla proposta di Giuseppe Zanardelli di edificazione di un “Monumento di severa bellezza, il quale, sulle tracce de’ più imitabili modelli del Cinquecento, accoppii la venustà e l’eleganza all’impronta di quella maestà e di quella forza che sono gli essenziali attributi della legge e del diritto” come lui stesso dice nel Discorso per il collocamento della prima pietra del Palazzo di Giustizia del 14 marzo 1888.

L’idea e la necessità di un nuovo Palazzo di Giustizia a Roma, nasce nel 1879 proprio da Giuseppe Zanardelli, allora Ministro dei Lavori Pubblici nel governo Depretis. L’imponente cantiere di 27.000 metri quadrati fu collocato tra Castel Sant’Angelo e la Basilica di San Pietro dove, per oltre vent’anni maestranze diverse realizzarono sculture, medaglioni e fregi che popolano l’intero Palazzo, una sorta di museo della scultura italiana di fine Ottocento che trova nel Vittoriano, inaugurato il 4 giugno 1911, il suo contrappunto artistico e politico.

Il concorso per la realizzazione del Palazzo di Giustizia fu bandito nel 1883, in contemporanea con la competizione per la costruzione del Vittoriano, ma è con l’ultimo concorso del 1887, decretato dallo stesso Zanardelli, che sono dettati ai finalisti gli obiettivi architettonici imprescindibili da conseguire nel progetto finale: una corte centrale scoperta, una massa digradante, ampi spazi per gli uffici amministrativi. “È necessario – sostiene Zanardelli nella Relazione sull’approvazione del progetto – consigliare il carattere, direi quasi monumentale, del Palazzo, un aspetto grandioso e severo, come si conviene al tempio della giustizia”. Il progetto ‘imponente’ fu affidato all’ingegnere ed architetto perugino Guglielmo Calderini e la posa della prima pietra avvenne nel 1888, ma i lavori di costruzione si conclusero solo nel secondo decennio del secolo successivo.

Il progetto del Palazzaccio nella sua concezione laica della giustizia segnò una svolta nell’immagine ufficiale dello Stato, passando dalle iniziali predilezioni romantiche per il medioevo alla scelta della romanità e del Rinascimento come primari riferimenti estetici.

La storia del Palazzo di Giustizia è conservata all’interno dell’edificio. E’ all’interno dell’Archivio dell’Ufficio per la Manutenzione del Palazzo che sono custoditi migliaia di progetti e disegni originali, minuziosi libretti delle misure e un raro fondo fotografico.

La mostra è aperta al pubblico con ingresso gratuito il sabato con visite guidate alle ore 10.00; 12.00; 14.00; 16.00; 18.00; 20.00.

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