

Commenti a caldo di politici ed associazioni
L’11 settembre è stata confermata in Giunta ed annunciata ufficialmente la decisione di non realizzare il parcheggio del Pincio ma di ampliare il parking, già esistente, di Villa Borghese.
I primi a non condividere l’annullamento del progetto sono gli esponenti del Pd al Comune di Roma: “Lo stop parcheggio del Pincio, che non aveva ricevuto ulteriori vincoli dalle sovrintendenze, e per nulla andava ad intaccare la bellezza di uno dei luoghi simbolo di Roma, priva i romani e i turisti di un Tridente liberato. Questo il parere del vicepresidente della Commissione Turismo e consigliere del Pd Antonio Stampate condiviso anche da Fabrizio Panecaldo, membro della Commisione sulle Politiche della Mobilità e Trasporti. “Il Sindaco – dichiara PaneCaldo – o non sa o fa finta di non sapere che il progetto dell’ampliamento del parcheggio del galoppatoio è un appalto già aggiudicato e già prevede una stazione per circa 100 bus turistici e un terminale per i bus elettrici dell’Atac. La rivisitazione del progetto causerà l’allungamento dei tempi. In quanto alla realizzazione di un sottopasso che dal Pincio porta a Piazza del Popolo l’ipotesi era già stata valutata dalla giunta precedente. Un tunnel che in profondità avrebbe attraversato le barriere e gli strati archeologici presenti nel sottosuolo romano avrebbe comportato costi enormi per le vie di fuga e per i condotti delle risalite di emergenza. Per questo l’ipotesi fu scartata. Con la realizzazione del parcheggio del Pincio gli introiti del Comune pari a 20 milioni di euro sarebbero stati reinvestiti per la costruzione di ulteriori parcheggi di scambio nelle zone periferiche della città con l’obiettivo di decongestionare ulteriormente dal traffico le zone centrali della città. Invece la sola realizzazione del tunnel ipotizzato dal Sindaco potrebbe costarne altrettanti” ha concluso Panecaldo.
Alfredo Ferrari vicepresidente della commissione bilancio del Comune di Roma sottolinea invece il rischio di aprire un pesante contenzioso economico. “Da quanto si evince dalle decisioni della Giunta – dichiara Ferrari – tutti gli atti relativi alla risoluzione dei contratti dovranno, in quanto stazione appaltante, essere emanati da ATAC”.
“ Tale evenienza ci preoccupa non poco – aggiunge il consigliere PD – viste le ripercussioni che potrebbe avere, dal punto di vista economico un esborso di ingenti penali a carico dell’azienda di trasporto pubblico.
Ad attaccare la politica del no di Alemanno è l’intero gruppo consiliare del pd al Comune di Roma. “Dopo i NO alla notte bianca – dichiarano in un comunicato del capogruppo Marroni – alla ristrutturazione del Foro Italico, al corridoio della mobilità nel quadrante ovest e dopo le retromarce su strisce blu e ZTL si alimenta ulteriore confusione e caos sul futuro di una zona nevralgica come quella del centro storico e sulla modernizzazione di Roma .
Questo modo di procedere è preoccupante e rischia di creare danni sul versante dell’occupazione a Roma in un momento in cui appaiono sempre più chiare le difficoltà economiche in cui versa la capitale e di cui il caso più eclatante è la crisi di Alitalia”.
Di tutt’altro parere è il "Coordinamento dei Comitati romani contro l’Elettrosmog", da sempre contrario al progetto del parking del Pincio, che saluta con apprezzamento la decisione della Giunta capitolina giudicando la scelta “un gesto di esemplare responsabilità, con cui il neo Sindaco ha dimostrato di saper intraprendere il percorso di cambiamento del modello urbano, annunciato in campagna elettorale”.
"Soddisfazione per la decisione del sindaco Alemanno è espressa anche da Salvatore Bonadonna, ex assessore all’Urbanistica della Regione Lazio (Giunta Badaloni) ed ex senatore del Prc.
L’ampliamento del parcheggio del Galoppatoio – dichiara – appare come una scelta sensata e indolore”. Bonadonna critica la mancanza di studi preliminari con cui era stato deciso il progetto preliminare del parking. Un progetto che a suo avviso “apparteneva a quella categoria di opere che sarebbe servita a chi l’ha commissionata per ottenere consenso politico e a chi l’avrebbe realizzata perché, sicuramente, ne avrebbe tratto una massa enorme di profitto”.
Tra commenti a caldo, accuse e dichiarazioni di apprezzamento quello che per ora è certo è che il parcheggio del Pincio non si farà. Scelta politica o no, questo è un dato di fatto.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.