Il Parco di Villa De Sanctis va irrigato nei mesi estivi

L’impianto c’è ed è anche costato una barca di euro. Chi deve intervenire per rimetterlo in funzione, forse la Corte dei Conti?
Alessandro Moriconi - 29 Giugno 2022

Tra pochi giorni saranno passati otto anni da quando il Massimo Piccardi, già consigliere municipale e rieletto alle elezioni amministrative di ottobre 2021 nel parlamentino di Via Torre Annunziata, fece una interrogazione per chiedere la rimessa in funzione dell’impianto di irrigazione realizzato nel Parco di Villa De Sanctis.

Inutile dire il costo dell’impianto, inutile dire che l’area verde arsa dalla calura e i pochi alberi presenti non attirino presenze al Parco come invece avviene nei mesi non estivi. Piccardi diceva nel 2014 che la responsabilità del non funzionamento dell’impianto andava ricercata nella non disponibilità delle batterie necessarie per il funzionamento delle centraline che regolano orari, tempi di annaffiamento e numero degli irrigatori in funzione nelle varie zone.

Durante la gestione pentastellata parve che il Dipartimento ambiente disponesse per il non ripristino dell’impianto a causa della presenza di cavità sottostanti il parco. Quasi una pilatesca battuta, visto che una mezza oretta di irrigazione le penetrerebbe nell’arso terreno per non più di qualche millimetro. E quindi ben lontani dalle volte dei cunicoli sottostanti che, in un recentissimo convegno organizzato dal  V Municipio e dal Dipartimento, l’Ing. Ferri, responsabile della Protezione Civile Comunale, vero studioso dei problemi del sottosuolo e le Associazioni che operano in regime di convenzione per lo studio e la mappatura dello stesso, hanno dichiarato che le volte delle cavità sono dai sei metri ad oltre, sotto il piano di campagna e che i cedimenti in superficie vedono la rottura della rete fognaria e/o idrica al primo posto come concausa delle voragini.

Altro che uno schizzetto d’acqua  che però darebbe colore e salute al manto erboso. Certo, poi magari andrebbe rivisto l’appalto per il taglio dell’erba con qualche passaggio in più durante l’anno ma benefici per cittadini ed ambiente sarebbero di un elevatissimo spessore.

E l’acqua? direbbe qualcuno vista anche la siccità che imperversa in tutta Italia. Nessun problema, sotto i nostri quartieri scorrono veri e propri fiumi sotterranei.

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  1. Sono d’accordo sull’utilizzo dell’impianto ,con uso consapevole dell’acqua che puo’ essere dedicata al prato. Riguardo ai pochi alberi presenti, bisogna dire che, se chi taglia l’erba non tagliasse le piccole acacie che crescono spontaneamente in mezzo al prato, il parco avrebbe qualche albero, e di conseguenza , un po’ d’ombra in piu’.

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