‘Il Pianeta Proibito’ al teatro Sistina

L'opera di Bob Carlton, per la regia di Luca Tommasini, fino al 24 febbraio
di Elisabetta Ruffolo - 27 Gennaio 2010

Al Teatro Sistina fino al 24 febbraio 2010, Il Pianeta Proibito, di Bob Carlton, per la regia di Luca Tommasini.
Un viaggio nel futuro che inizia nel foyer del Teatro, uno spettacolo unico e interattivo, un intreccio divertente e visionario dove avviene l’incontro tra il genio di Shakespeare e i miti del rock (Elvis Presley, Michael Jackson, Rolling Stones). Un eclettico mondo musicale riproposto in maniera originale dalla direzione musicale di Roberto Tucciarelli.

Film del 56, classico del cinema di fantascienza; Carlton realizza nel 1988 un musical ispirandosi al film . Entrambi sono influenzati dalla commedia di Shakespeare "La Tempesta", non tanto nella trama quanto nella similitudine con i personaggi di altre opere dell’autore. Miranda, potrebbe essere una moderna Giulietta, Gloria, moglie di Prospero, la Bisbetica Domata. Prospero rappresenta la grande modernità di Shakespeare.

Obiettivo di Tommasini emozionare il pubblico realizzando qualcosa che unisse tutte le sue precedenti esperienze, creando un contenitore che rendesse omaggio ai suoi registi preferiti.

Innovative e sorprendenti anche le soluzioni sceniche, grazie alle proiezioni in 3D, per la prima volta utilizzate in uno spettacolo italiano, una tecnologia di ultima generazione capace di animare la scena di presenze virtuali: Francesco Facchinetti moderno Narratore shakespiriano, Mara Maionchi nel ruolo di primadonna, presidente degli Stati Uniti d’America. E Morgan che si materializza come una forza oscura del male. Apparizioni che rendono lo spettacolo ancora più ricco.

Il Pianeta Proibito è un viaggio emozionale a bordo di un’astronave ipertecnologica. L’astronave è condotta da Capitan Tempesta (Attilio Fontana), divertente comandante di un singolare equipaggio. L’astronave viene risucchiata dal misterioso pianeta di Shakespiria, creato dal folle scienziato Prospero (Pietro Pignatelli). Il pianeta è il luogo più romantico, ispirato alle atmosfere del teatro dell’Ottocento. Figlia di Prospero e Miranda, interpretata da Lorella Cuccarini che si rivela ancora una volta la numero uno. E’ una creatura pura e innocente, cresciuta solo con il padre e Ariel, un servitore fedele, creato da Prospero e programmato per non saper mentire e che svela il segreto di Prospero, l’aver creato ‘Il Fattore X’ che permette a chi lo ingerisce di praticare la telegenesi, ovvero creare cose con la sola forza del pensiero.

Nello spettacolo non manca nulla, c’è il cinema, il teatro, la musica che rappresenta l’elemento più importante e che crea nel pubblico delle reazioni travolgenti.  Voce e volto di bordo è Rossana Vaudetti che rappresenta la Tv classica.

La Cuccarini si è sentita ben felice di accettare Il ruolo perché le piace tutto ciò che è sperimentabile, tutto ciò che la mette alla prova.
C’è una grande contaminazione tra la tecnologia e il passato. Il passato, rappresenta le nostre radici, il futuro non ha date, ed è proprio per questo che bisogna continuare a sperimentare. A teatro, a livello visivo, non si è mai visto nulla del genere.

Il pianeta non ha nessuna luce a vista, è una scenogafia Vittoriana. L’impianto luci è semplicissimo. Ci sono tante candele ad illuminare la scena.
Eccezionale la grafica e la bravura di Lorella, quando in scena appare nuda, con una chitarra elettrica tra le braccia. Molto rock e parecchio osé. La showgirl ha confessato di avere voluto festeggiare in questo modo i venticinque anni di carriera. "Nel nudo non c’è vergogna, se non negli occhi di chi guarda". L’immagine è provocatoria, tutte le sovrastrutture che gli uomini si creano, ci fanno dimenticare cos’è un cielo stellato, un tramonto. Bisogna saper crescere, mantenendo lo spirito giocoso di un bambino.

Adotta Abitare A

La produzione è molto complessa, il cuore dello spettacolo si potrà capire solo vedendolo. L’effetto richiesto era quello di giocare con i talenti di X Factor (Francesco Ciampa, Antonio Marino, Enrico Nordio, Ilaria Porceddu, Chiara Ranieri). E’ una sorta di preghiera per tornare all’Eden; tutto ciò per cui lottiamo (soldi, potere), ci distrae dalla vera essenza della vita.

Tutte le canzoni hanno i testi riadattati per lo spettacolo e c’è anche un inedito: "Incolpa me", un brano musicale in cui traspaiono anche degli interventi operistici. "Parole, parole, parole", "Luce "," Amore bello ", rappresentano un omaggio alla musica italiana.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti