Municipi:

Il “Protocollo Ambientale Piranesi”

Le proposte degli alunni e docenti della scuola media del VI presentate il 21 e 22 aprile. Presenti anche delegazioni spagnole e greche

Il “Protocollo Ambientale Piranesi”, un nuovo Protocollo di Kyoto che non coinvolge governi e autorità, ma i cittadini, è stato proposto lunedì 21 aprile e martedì 22 aprile 2008 alla scuola media “G.B.Piranesi” in via L. Dal Verme 109 e con succursale in via Di Torre Annunziata 12.
Hanno partecipato delegazioni di Autorità Pubbliche dalla Spagna (Las Palmas) e dalla Grecia (Salonicco). Sono stati presentati ed esposti (in mostra insieme a filmati, reportages e illustrazioni fino al 26 aprile 2008) i lavori svolti dagli alunni e dai docenti con l’obiettivo di coinvolgere le famiglie e gli adulti del territorio in un processo d’apprendimento permanente per il rispetto della natura, dell’ambiente e del patrimonio culturale comune.

“Considerato che i vari Protocolli sull’ambiente (Kyoto – Bali ecc.) hanno prodotto pochi risultati apprezzabili e che occorre provvedere al più presto possibile per salvare il nostro pianeta – si legge nel memorandum redatto – invitiamo tutti a farsi carico dei “doveri” di seguito riportati:
– ridurre i rifiuti, bandendo imballaggi e prodotti inutili ed effettuando una raccolta differenziata “spinta porta a porta";
– a ridurre gli sprechi di energia, acqua, gas per uso domestico e disporre, davanti ai centri commerciali, distributori di detersivo, latte, olio e altro per abbattere ulteriormente costi e imballaggi;
– a riciclare i materiali differenziati, incentivando le aziende locali adibite alla trasformazione degli stessi;
– a recuperare le aree urbane abbandonate, adibendole solo e unicamente a parchi e giardini;
– ad abbattere gli “ecomostri” e le costruzioni abusive e vietare severamente nuove licenze edilizie nell’area urbana, già congestionata;
– a realizzare piste ciclabili sicure e percorribili su tutta l’area cittadina, in modo da incentivare l’uso della bicicletta;
– a ristrutturare gli edifici urbani ispirandosi alla “bioedilizia” e rendere obbligatoria l’applicazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici;
– a riconvertire, ricorrendo al fotovoltaico, anche l’intera illuminazione pubblica cittadina;
– a sensibilizzare i cittadini all’acquisto di prodotti biodegradabili e obbligare le industrie a produrli, incentivandone la riconversione in tal senso;
– a diffondere finalmente informazioni adeguate e aggiornate sui mass-media riguardo allo stretto rapporto ambiente-salute, scoraggiando l’uso abituale delle auto e tassando chi fuma;
– a potenziare e ottimizzare la circolazione di mezzi pubblici ecologici (a idrogeno, elettrici…) e soprattutto su ferro, collegando la città anche con le aree limitrofe;
– a monitorare costantemente la quantità di polveri sottili, “nanoparticelle” ed elettrosmog (antenne per la telefonia mobile) nell’area cittadina;
– ad avere la volontà politica di realizzare il nostro protocollo.

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