Il sileno Marsia ai Musei Capitolini

In mostra fino al 1 febbraio 2015

Era un sileno, dio del fiume Marsia, affluente del Meandro in Anatolia. Talmente orgoglioso e bravo nel suonare il flauto da sfidare il dio Apollo. Sfida che gli costò cara. Da sempre ricordato anche dai poeti classici tra cui Ovidio nelle Metamorfosi, oggi Marsia nella sua sofferenza può essere ammirato ai Musei Capitolini fino al 1 febbraio 2015.

La statua del sileno fu rinvenuta presso la Villa delle Vignacce nel Parco Regionale dell’Appia Antica, nel corso di indagini archeologiche intraprese nel 2009 dalla Sovrintendenza Capitolina in convenzione con l’American Institute for Roman Culture, anche se le indagini nella villa suburbana erano iniziate già nel 2006. Marsia era stato trovato dagli archeologi adagiato sul pavimento a mosaico di un piccolo ambiente, ricoperto da uno strato di terra sabbiosa mista a detriti con numerosi frammenti di marmo.

marsia_la_superbia_punita_largeDopo il restauro operato dal Consorzio Conart, sotto la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina, presso il laboratorio della Centrale Montemartini, costato 25.000 euro (compreso l’allestimento), torna ad essere visibile ai Capitolini accanto al Marsia degli Horti di Mecenate. Un accostamento fatto per cogliere le diversità artistiche delle due statue fatte in periodi differenti.

Dopo febbraio la statua verrà portata alla Centrale Montemartini dove è già stata prevista la collocazione definitiva.

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