

Domenica 23 gennaio 2022, negli Orti urbani di via Dignano d'Istria, al Collatino secondo evento di Riforestiamo Roma Est, parte seconda

Il nostro giornale ha voluto sottolineare la sua presenza l’adesione ad un atto che, se moltiplicato in ogni quartiere di Roma, potrebbe, silenziosamente, ma efficacemente dare una svolta ambientale alla città senza tanti inutili blablabla.
Domenica 23 gennaio 2022 dalle ore 09:00 alle 13:00, negli Orti urbani di via Dignano d’Istria, al Collatino, si è tenuto l’evento, organizzato dal Comitato Parco Lineare: Riforestiamo Roma Est. Durata: 4 h aperto a chiunque.
Mentre assistevo alle semplici operazione di questo gruppo di ardimentosi, vi è tornata alla mente questa massima di Margaret Mead, antropologa statunitense (1901-1978): “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”.
L’evento di ieri è la seconda parte per la realizzazione del Vivaio forestale per il Parco Lineare Roma Est.
“Da agosto – spiegato il Comitato Parco Lineare – in molti ci siamo incontrati presso gli orti urbani di Via Dignano d’Istria per ideare e realizzare il Vivaio forestale del Parco Lineare Roma Est. Abbiamo realizzato la struttura in legno del vivaio, raccolto bottiglie di plastica e cartoni in tetrapak che fungeranno da vasi per le future piantine e raccolto semi autoctoni, nelle zone non lontane dal parco.
Il 20 novembre scorso è stato inaugurato un piccolissimo, ma fondamentale spazio, dove stanno nascendo alberelli da piantare nel parco e dove, assicurano i volontari “potremo progettare insieme la riforestazione dell’immenso territorio di Roma est e invitiamo a continuare a lavorare assieme per far vivere questo luogo di condivisione, formazione, per giocare e per rilassarsi, aperto a tutte le fasce d’età.
Siamo già in tanti: Comitato Parco LineaRE, le Brigate Verdi, Paolo, Catia, Fabrizio, Stefano B., Marco, Gualtiero, Eleonora, Armando , @Alberi in periferia, la prof Barbara, Roberto, Ilaria, @Innesti urbani e molti altri, tantissimi che sono intervenuti a novembre.
Procediamo sulle linee guida del progetto @RiforestiAmo Roma Area Metropolitana, iniziativa promossa dall’Ecoistituto Reseda onlus. Questo vivaio potrà essere un modo per avvicinare le persone al tema della riforestazione e un’occasione per apprendere come costruirne di nuovi in altri quartieri”.
Un’azione che non richiede strumentazioni particolari: sono sufficienti guanti da giardiniere, bottiglie grandi di plastica, in cui verrà depositato il terriccio, e in cui verranno poste le pianticelle, senza dimenticare la mascherina e borracce o bicchieri per bere alla fontanella degli orti, dove io stesso mi sono abbeverato.
Mentre bevevo mi ha enormemente incuriosito l’aspetto gaudente ed ispirato di un signore attempato che, appoggiato alla sbarra di metallo dei giochi bimbi, con gli occhi socchiusi e lo sguardo sorridente si crogiolava al sole. Avendolo distratto e scusandomi con lui, scuse prontamente accettate, gli ho chiesto se stesse svolgendo un particolare rito. Mi ha risposto con un accento sardo (mi ha poi confermato di esserlo di origine) che a lui piaceva godersi così il sole e che da questa esposizione traeva gioia e tranquillità.
Intanto, curioso, come un giornalista deve sempre essere, ho visto all’opera uno dei volontari che si addentrava con la carriola lungo un viottolo in pendio verso il piazzale della Stazione Prenestina e a un certo punto l’ho visto scavare e caricare un terriccio che mi ha assicurato era molto buono e adatto alla messa a dimora delle piantine del vivaio.
Mentre percorrevo il tragitto con l’amico che guidava la sua carriola verso il vivaio, non ho potuto non soffermarmi a fotografare per me e per voi gli orti via Dignano d’Istria, il cui nome mi ha fatto ricordare Loredana Bogliun una grande amica poetessa istriana che scrive nel dialetto di questa località. Ricordo che in questa zona del Collatino sono numerose le vie intitolate a comuni dell’Istria.
Passando in uno degli orti (intitolati “Innesti urbani”) ho fotografato un simpatico gattino che, vanitoso, in mio onore ha improvvisato simpatiche circonvoluzioni.
Degli orti, manco a dirlo, semplici e carini, alcuni hanno qualche pretesa nell’arredo, ma hanno tutti con bontà biologiche in esposizione sotto un sole magnifico.
Dopo aver fotografato il vivaista “terminale” che metteva a dimora le piantine: tigli, lecci, platani ed altri ho salutato i valorosi volontari e lungo quel sentierino di cui dicevo prima sono sceso davanti alla stazione Prenestina. Deserta. Ala bivio, solo una macchina dei carabinieri che aveva intanto fermato un’auto, fortunatamente senza sanzioni.
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Ringrazio il giornalista che ha raccontato in modo poetico il nostro percorso. Ha colto e restituito a tutti il significato profondo di quello stiamo facendo. Noi ci divertiamo nel fare, ed essere visionari aiuta a portare ottimismo nelle attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi, ma leggere questo articolo amplifica il nostro entusiasmo. Grazie!