

Cittadini in rivolta contro i blackout infiniti in piazza Bernini e viale Giotto. "Siamo isolati e insicuri, mentre il palazzo Acea brilla a pochi metri"
Da ottobre la situazione è diventata insostenibile. Vie storiche come via Zuccari, via Maderno e viale Giotto restano regolarmente al buio, con picchi critici registrati a metà gennaio, quando l’intero rione è rimasto isolato elettricamente per tre giorni consecutivi.
Una condizione aggravata dall’assenza di negozi, che nega al quartiere anche la minima “illuminazione riflessa” delle vetrine.
L’assenza di illuminazione non rappresenta soltanto un problema di decoro urbano. I residenti segnalano un crescente senso di insicurezza, soprattutto nelle ore serali.
Secondo quanto denunciato da Carla Spaziani, presidente della rete inquilini Ater, la scarsa visibilità favorirebbe episodi di microcriminalità e renderebbe più difficoltosa la prevenzione dei reati, colpendo in particolare anziani e persone fragili.
A ciò si aggiungono i rischi per l’incolumità personale: la pavimentazione irregolare di molte strade storiche del rione, in assenza di illuminazione adeguata, aumenta il pericolo di cadute e incidenti.
Non è mancata, durante le proteste dei residenti, l’amara constatazione del contrasto con la sede centrale di Acea, situata a breve distanza e costantemente illuminata, mentre il quartiere resta al buio.
Secondo quanto emerso nel corso di una commissione del Municipio I, il problema non sarebbe riconducibile a singoli guasti o lampioni non funzionanti, ma a una criticità strutturale. A causare i blackout sarebbe una cabina elettrica obsoleta che alimenta circa l’85% del rione San Saba.
La soluzione individuata da Roma Capitale prevede il superamento dell’attuale sistema centralizzato, con la realizzazione di mini impianti autonomi, più moderni e facilmente manutenibili.
Il consigliere municipale Yuri Trombetti ha confermato che le risorse economiche necessarie sono già state stanziate e che l’assessora capitolina ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, è stata formalmente investita della questione.
Parallelamente all’azione politica e amministrativa, i residenti hanno deciso di muoversi anche sul piano giudiziario.
Già l’8 ottobre scorso è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, ipotizzando i reati di interruzione di pubblico servizio e violazione degli obblighi di sicurezza.
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