In attesa dell’arrivo del 556. Da Anagnina – Gardenie, e viceversa

Dalla Roma popolare, alla Roma popolare, in andata e ritorno

Ero affacciato al mio balcone di domenica 25 giugno mattina, intorno a mezzogiorno. Alla fermata ATAC di via Francesco Tovaglieri, davanti alla Parrocchia di Dio Padre Misericordioso, una signora sotto il sole cocente aspettava il 556.

Quaranta minuti di attesa sotto il sole, non riparata da alberi, balconi,pensiline, c’era solo l’ombra del segnale di fermata dell’autobus su un palo di metallo.

Ho pensato: poverina si starà abbrustolendo.

Il 556 è un autobus di una linea urbana di Roma, con un capolinea ad Anagnina, precisamente in piazzale della Stazione Anagnina,  e l’altro a Gardenie, precisamente a viale delle Gardenie.

In piazzale della Stazione Anagnina c’è anche il capolinea della metro A, mentre a pochi passi da viale delle Gardenie  c’è piazza dei Gerani  con il capolinea dei tram 19 e 5 e a poche centinaia di di metri una  fermata della metro C, Gardenie.

Il percorso del 556 conta 38 fermate. Per percorrerlo tutto ci vuole circa un’ora. Nei giorni feriali, se si è fortunati, il tempo di attesa alla fermata è di circa 20 minuti e nei giorni festivi circa 30 minuti.

Un anonimo autobus di periferia, che parte da un quartiere popolare e arriva ad un altro quartiere popolare, e viceversa

Come già fatto per il tram 19, ho acquistato il biglietto ATAC e sono salito sul 556 in via Tovaglieri direzione Anagnina. Non sono sceso al capolinea e ho proseguito sino all’altro capolinea a viale delle Gardenie.

Avevo bisogno di documentarmi con gli occhi, fermata dopo fermata.

Partendo da viale delle Gardenie, in successione le altre fermate sono : piazza dei Gerani, via dei Castani, via delle Robinie, piazza delle Conifere, via delle Robinie (quartiere Centocelle) , viale Palmiro Togliatti [inversione prima di via dei Giunchi], viale Palmiro Togliatti, via Molfetta (quartiere Quarticciolo) , via Raimondo Targetti, via Giorgio Enrico Falck, via Aristide Staderini, via Davide Campari, via Angelo Viscogliosi, via Francesco Tovaglieri, via Angelo Viscogliosi, via di Tor Tre Teste (quartiere Tor Tre Teste), via di Casa Calda, via Pietro Belon (quartiere Torre Maura), via Casilina, via Giovanni Camillo Peresio, viale dei Romanisti (quartiere Torre Spaccata), viale di Torre Maura, viale Antonio Ciamarra, piazza Fabio Sabatini, via Andrea Moneta, piazza Ettore Viola, via Vincenzo Giudice (quartiere Torre Maura), piazzale della Stazione Anagnina, Anagnina (MA). 

Sicuramente un percorso lungo e particolarmente trafficato, specialmente d’inverno e in pieno anno scolastico.

Nel 1977, quando è nata la linea dell’autobus, il collegamento era tra via Davide Campari e piazza dei Gerani (Tor Tre Teste-Centocelle). Nel corso degli ultimi anni ’80 fu poi prolungata su via Francesco Tovaglieri e successivamente nei primi anni 2000 su via Walter Tobagi mentre nella prima metà degli anni ’90 il capolinea di piazza dei Gerani fu spostato in viale delle Gardenie (Torre Maura-Centocelle).

Come può il cronista avere informazioni, oltre a quelle visive? Accende il PC e naviga nei vari motori di ricerca. Senza volerlo mi sono imbattuto in una “mail dei lettori” indirizzata ad Abitare A nel dicembre del 2009 e ho letto per la prima volta la fiaba: “l’uomo che aspettava il 556”.

Sig Stefano Viezzoli buongiorno, la sua fiaba mi ha colpito e mi ha anche fatto modificare l’impostazione dell’articolo sul 556

L’ho letta e riletta e in quest’articolo desidero riproporla, dopo circa 14 anni, 

Tanti lettori la ricorderanno, tanti non l’avranno mai letta, tanti l’avranno, se letta, anche dimenticata.

Quale occasione migliore di passare 10 minuti e leggerla, magari sullo smartphone , fermi alla fermata e  in attesa dell’arrivo …del 556.

https://abitarearoma.it/luomo-che-aspettava-il-556/ 

Pardon, dimenticavo, a proposito del 556, di citare questa poesia del nostro direttore Vincenzo Luciani, utente da sempre dei mezzi pubblici di Roma (essendo da sempre sprovvisto di auto e patente). La poesia risale all’epoca del Rutelli Primo. Eccola

“556” 

Nel prato manifesti
svolazzano, poltiglia
di inganni di sogni di slogan. 

Ridono quelli dal tabellone elettorale. 

Il Cinquecinquesei ha saltato di nuovo la
corsa, gracchia una radio
percentuali e commenti. 

Che fine faranno i proclami
sulle periferie
che quelli, le lacrime agli occhi
e la mano sul cuore, hanno giurato d’amare.
Ancora commenti e per cento. 

E ancora non arriva
il maledetto Cinquecinquesei.
E ridono quelli dal tabellone,
ma cosa, maledetti, c’è da ridere?
Ride beffardo pure il sole
di una giornata comunque
bella, al cento per cento. 


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