

Più di 70 pezzi in mostra a Palazzo Margutta dal 20 al 27 giugno 2009
Scatti fotografici e lavori d’arte digitale “Senza spazio né tempo”, così si chiama la mostra personale dedicata a Luciano A. Laffi, artista recentemente e prematuramente scomparso, che sarà in esposizione a Palazzo Margutta, in via Margutta 55, dal 20 al 27 giugno 2009, ingresso gratuito dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.
L’appuntamento per il vernissage è per sabato 20 giugno dalle 18.30 alle 22.00.
Oltre 70 pezzi dell’autore, una raccolta di immagini e lavori grafici davvero ampia, nonché uno spazio dedicato ai quadri di Francesca Fara, daranno vita alle stanze della Galleria “Il Mondo dell’Arte”; l’allestimento è stato curato da Remo Panacchia, Adriano Chiusuri e dal Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico, noto per aver fato conoscere artisti che poi hanno portato l’arte italiana nel mondo.
Accanto a pareti create con giochi di luci fatti sul volto di Laffi, trovano posto ali di farfalle ritoccate con i disegni dei suoi occhi e tanti altri preziosi scatti che ritraggono alla perfezione il mondo in cui credeva Luciano: un luogo dove tutto è possibile, dove ci si può librare in totale libertà, senza vincoli e costrizioni, dove spazio e tempo non esistono.
“Con la scomparsa di Luciano – hanno spiegato i genitori – sentivamo l’esigenza di dedicargli qualcosa che riuscisse a tenerlo vivo nella memoria di tutti, non solo attraverso i ricordi della famiglia e degli amici, ma anche realizzando qualcosa che si potesse ‘toccare’ con mano. E’ per questo che, dopo lunghe riflessioni, è nata l’associazione ‘Senza spazio né tempo’ attraverso la quale continuare a ricordarlo, dando anche la possibilità a molti giovani artisti di esporre le proprie opere pur non avendone la disponibilità.
Osservando quello che lui ci ha lasciato, i suoi lavori, le sue foto, ci siamo resi conto che, forse, è stata proprio la mancanza di fondi a non avergli dato l’opportunità di esporre prima i suoi pezzi.
In ognuno di questi scatti così come in ognuno dei suoi lavori grafici è facile ritrovare la vena artistica di Luciano e una parte di lui, anche se per comprenderne al meglio la profondità occorre essere in grado di guardare oltre ciò che appare, proprio come bisognava fare con lui, senza quelle chiusure mentali e quei limiti che ci privano della possibilità di vedere come sono fatte realmente le persone”.
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