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Intervento estetico in una casa fatiscente: scattano i domiciliari per il finto chirurgo

L'uomo era già indagato per la morte di una paziente

Un lettino improvvisato al centro di una camera da letto. Scarpe, vestiti, disordine ovunque. Due cani che girano liberi nella stanza. E al centro della scena, un uomo con guanti e siringhe, intento a modellare le orecchie di una giovane donna sudamericana. Non è la trama di un film noir, ma la realtà documentata dai carabinieri del Nas di Roma.

È in questo scenario che è stato colto in flagrante Carlo Bravi, 59 anni, medico chirurgo sospeso dall’ordine, già indagato per due interventi estetici finiti sotto inchiesta, uno dei quali sfociato nella morte di una paziente. Nonostante la sospensione, Bravi ha continuato a operare in clandestinità, trasformando un appartamento al Quadraro in una sala operatoria abusiva.

Blitz in casa, Bravi finisce ai domiciliari

Quando i militari hanno fatto irruzione, Bravi era nel pieno di un intervento di otoplastica. Accanto a lui, un’ex infermiera in pensione lo coadiuvava. La paziente, stesa su un lettino da campo, aveva già ricevuto l’iniezione di anestetico locale. La “sala” era una camera da letto comune, priva di ogni condizione igienico-sanitaria minima. Sul pavimento, accanto alla paziente, scorrazzavano liberamente i cani dei residenti.

Dopo il blitz, Bravi è stato posto agli arresti domiciliari, su disposizione del gip di Roma. Le accuse, pesanti: violenza privata, esercizio abusivo della professione, lesioni e sequestro di persona.

Il provvedimento è frutto di una complessa indagine coordinata dalla pm Eleonora Fini, che ha documentato mesi di attività illecita da parte del finto “chirurgo estetico”.

Una lunga scia di guai giudiziari

Non era la prima volta che Bravi finiva sotto i riflettori della magistratura. L’uomo è infatti già indagato per la morte di Simonetta Kalfus, 62 anni, deceduta il 18 marzo scorso all’ospedale Grassi di Ostia per una sepsi, dopo una liposuzione eseguita in uno studio privato a Cinecittà. In sala operatoria, oltre a lui, c’erano anche un anestesista e un medico del Sant’Anna di Pomezia, entrambi sotto inchiesta.

Ma c’è di più. Bravi è anche coinvolto in un’altra indagine relativa a un intervento di mastoplastica eseguito il 14 marzo 2024, sempre a Roma, che ha portato alla sua sospensione dall’ordine professionale. Già in passato, nel 2017, era stato condannato (pena sospesa) per un intervento mal riuscito su una paziente sottoposta a lifting al seno, lasciata senza cure post-operatorie adeguate.

Un pericolo per la salute pubblica

Nonostante tutto, Bravi ha continuato a esercitare come se nulla fosse. Nessun controllo, nessuna garanzia, nessuna tracciabilità. Solo bisturi, aghi e anestetici somministrati in condizioni igieniche inaccettabili. La sua attività abusiva rappresentava un concreto pericolo per la salute pubblica, motivo per cui i Nas hanno accelerato le operazioni e chiesto l’intervento della magistratura.

Indagini ancora in corso

Le indagini proseguono per verificare quanti e quali interventi Bravi abbia eseguito negli ultimi mesi, e quanti pazienti possano essere stati coinvolti inconsapevolmente nella sua rete illegale. I carabinieri stanno anche acquisendo documentazione sanitaria e testimonianze delle persone che si sarebbero rivolte a lui in cerca di “chirurgia low cost”.

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