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Intervista a Mario Podeschi

Già vicepresidente V municipio Movimento Cinque Stelle con delega alle politiche sociali e abitative

Territorio Sostenibilità sociale e Innovazione. In attesa di sviluppi concreti rispetto alle alleanze e ai programmi dei singoli partiti, coinvolti nella competizione per la nostra città e il nostro municipio, apriamo un primo spazio di confronto politico sulla amministrazione locale con Mario Podeschi, già amministratore locale come vicepresidente V municipio della giunta Boccuzzi, con delega alle politiche sociali e abitative.

Lei oggi nei Cinque Stelle Roma è il referente per i suddetti temi. Qual è lo stato dell’arte sui territori, in particolare nel V municipio sulle politiche sociali?

Abbiamo sicuramente evidenti difficoltà di gestione, di presa in carico del sistema di Welfare territoriale. Altresì, abbiamo bisogno di un salto culturale per una visione del Welfare territoriale, un nuovo approccio sistemico e integrato delle politiche socio sanitarie, che ineriscono a molti lati del disagio sociale. Abbiamo di fronte sfide epocali sui territori, dal problema demografico, alle conseguenze di ciò sul nostro sistema sanitario e sociale di assistenza. Abbiamo nuove povertà, nuove disuguaglianze. Il cammino sarà lungo per arrivare ad una vera Coesione sociale e territoriale.

E l’integrazione delle comunità straniere?

Anche su questo dobbiamo fare un salto culturale, investire sulla formazione, sulla scuola, su una programmazione che coinvolga le cittadinanze straniere iniziando dalla Scuola e dalle loro giovani generazioni. Con la giunta Boccuzzi e il mio assessorato facemmo vari accordi sull’integrazione con queste comunità, e pubblicammo una guida sui servizi sociali in molteplici lingue. Un riconoscimento di identità complessa, di queste persone sui nostri quartieri .

Sulla povertà abitativa, a che punto siamo?

Il V è il Municipio con il maggior numero di persone che occupano grandi immobili. Sono vicino a duemila questo tipo di situazioni, che costituiscono un coacervo di fragilità socio economiche. La maggior parte sono stranieri che hanno difficile accesso al mercato immobiliare per motivi sia economici sia di tipo razzista (nessuno affitta la casa agli stranieri a prescindere). Più in generale si può dire che non è accettabile che ci siano 17000 famiglie in lista di attesa, fondamentalmente per mancanza di case di edilizia pubblica. Il piano casa di Salvini è fuffa totale. Non prevede se non in minima parte, nuove costruzioni ma solamente ristrutturazione di edifici pubblici ora ammalorati e una generica “rigenerazione urbana” senza, per ora, nessun tipo di pianificazione.

Il Comune di Roma che è pieno di immobili potrebbe fare da questo punto di vista un grosso lavoro che non mi sembra stia facendo. Ultima cosa: guerra aperta al mercato degli affitti brevi che stanno aumentando in modo pervasivo anche nelle nostre zone. Basterebbe replicare ciò che ha fatto Firenze con una delibera a prova di TAR e il gioco è fatto. Ma, per ora, la volontà politica manca. Sulla rigenerazione del V basterebbe che l’Ecomostro di Via Tovaglieri sia riconvertito ad housing sociale (la sostenibilità il privato la raggiunge col 40% il resto tutto a gestione pubblica). Lo faranno?

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