

Una petizione e una giornata dedicate alla memoria del poeta romanesco nel decennale della morte
Intestiamo una via del quartiere a Vincenzo Scarpellino: è l’invito che una petizione promossa dal Centro di Documentazione della poesia dialettale italiana (a lui intestato) rivolge al Sindaco di Roma, all’assessore capitolino alla Toponomastica e al VII municipio.
La raccolta di firme prenderà il via il 9 dicembre 2009, alle ore 17, presso la Biblioteca Rodari in via Tovaglieri 237a in cui si svolgerà una giornata dedicata al ricordo di Scarpellino attraverso le sue poesie che saranno lette da alcuni dei più significativi poeti dialettali residenti a Roma.
Le firme si potranno apporre presso la Biblioteca Gianni Rodari in via Tovaglieri dove ha sede dal 2002 il Centro Vincenzo Scarpellino, diretto da V. Luciani ed A. Serrao che (unico in Italia) ha raccolto e catalogato 1329 volumi nei dialetti d’Italia, ha organizzato convegni, letture poetiche ed altre iniziative per la salvaguardia delle lingue locali.
Dieci anni fa il 20 dicembre 1999, mentre stava per pubblicare Foja ar vento, uscito postumo nel 2000 (Edizioni Cofine, Roma) nella sua casa in via Tovaglieri a Tor Tre Teste si spegneva il poeta romanesco Vincenzo Scarpellino (Roma 1934-1999).
Scarpellino svolse attività nel settore delle assicurazioni con incarichi sindacali. Nel 1981 fece parte del «Centro Romanesco Trilussa» per poi trasmigrare nel gruppo del «Rugantino» col quale ha collaborato a lungo. E’ stato cofondatore dell’Istituto Dialettale Culturale Rugantino.
Ha pubblicato suoi lavori sui più rappresentativi periodici romani fra cui Romanità, Lazio ieri e oggi, Voce Romana.
Nel 1984 ha vinto la IV edizione del «Trofeo Rugantino» ed è stato premiato in Campidoglio.
E’ del 1984 pure il suo primo libro di poesie Roma contro, seguito, nel 1985, da un secondo, Li govenicoli, in coppia con Luciano Luciani, suo amico fraterno. Il volume è illustrato da vignette di Ivo Guaragna.
Scarpellino ha collaborato, fin dalla sua nascita, con la rivista Periferie.
Ed ecco una bella e profetica poesia di Vincenzo Scarpellino intitolata Un’antra foja ar vento: Scordete tutto quello che te scoccia, / smozzica er fiato inzino a che te resta / e quanno senti vota la capoccia… / lassete annà, domani è sempre festa. // Ce starà chi te piagne e chi bisboccia, / chi sputa na sentenza nun richiesta, / chi se fionna a pulitte la saccoccia, / ma pochi a ditte: è voce de protesta. // Saranno quelli che te cercheranno / senza avé dubbi de trovà la porta / e co li bracci te solleveranno // p’arigalaje un’antra foja ar vento, / ma tu nun ce stai più, manco t’importa… / vai incontro ar nulla eterno a cor contento.
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