

"A questo punto prego il Comune di Roma di fare la cosa che gli riesce meglio: ci lasci faticare nell'indifferenza e nel disservizio..."
Dalle mie parti, a Lunghezzina, una periferia da serie B a voler essere buoni, il Comune di Roma finora ci avrebbe dato solo indifferenza e disservizi se non fosse per un fatto: l’opulenza dei cartelli stradali.
Le strade finiscono nel nulla e iniziano ancora non si sa bene dove, i marciapiedi abbandonati sono giungle e i prati lasciati incolti sono pieni di rifiuti, però sull’abbondanza di segnaletica stradale il Comune di Roma non transige: per ogni incrocio, da via Guardiagrele in giù, anche il più insignificante, si contano almeno 10 cartelli fino ad arrivare a 14!
E l’abbondanza è talmente, come dire, generosa – direi quasi sospetta -, che crescono dalla mattina alla sera cartelli indicanti strade senza uscita anche laddove l’uscita c’è, indicazioni “P” su parcheggi inesistenti o peggio ancora cartelli stradali che coprono altri cartelli stradali, senza contare strisce pedonali che non tengono conto dei percorsi per i diversamente abili.
A questo punto prego il Comune di Roma di fare la cosa che gli riesce meglio: ci lasci faticare nell’indifferenza e nel disservizio, nei rifiuti e nel traffico congestionato, nelle buche e nelle scuole sovraffollate.
Ci lasci insomma serenamente convivere con l’impressione di essere di troppo.
Ma eviti almeno la beffa di un servizio, quello della segnaletica stradale, costoso e dannoso ai più e magari utile al solito “Qualcuno”.
A. D.
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