Categorie: Libri e letteratura
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Istituzioni e Politiche per i Beni Culturali

Il 5 maggio è stato presentato dall’Accademia Nazionale di San Luca il libro di Mario Serio

Venerdì 5 maggio, alle ore 17,30 è stato presentato dall’Accademia Nazionale di San Luca in piazza dell’Accademia di San Luca 77, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dal Centro Studi per la Storia del Lavoro e della Casa, il libro "Istituzioni e politiche per i Beni Culturali – materiali per una storia", scritti di Mario Serio, edito dalla Bonomia University Press, con il coordinamento di Giorgio Ciucci.

In questo volume sono stati raccolti gli scritti di Mario Serio pubblicati durante gli anni della sua attività svolta nell’Amministrazione per i beni culturali: dal 1963 come funzionario presso la Direzione Generale Antichità e Belle Arti; dal 1982 al 1994 come Sovrintendente all’Archivio Centrale dello Stato; dal 1994 al 2001 come Direttore Generale dell’Ufficio Centrale dei Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici; dal 2001 al 2005 come il Direttore Generale per il patrimonio artistico, storico e demoetnoantropologico.

Nella prima parte del libro è riportata la storia dell’Amministrazione del patrimonio artistico e storico italiano, partendo dai problemi sorti dopo l’Unità d’Italia e da come vennero risolti.

Vengono ricordate importanti figure come R. Bonghi, G. Fiorelli, F. Barnabei, P. Villari ed una riflessione particolare è rivolta alla riforma Bottai del 1939.

La seconda parte si interessa delle Istituzioni che hanno il compito di conservare e gestire le fonti e soprattutto del ruolo dell’Archivio Centrale dello Stato negli studi storici. Il censimento degli archivi di deposito dei Ministeri ed il catalogo informatizzato del Casellario politico centrale sono stati due progetti interessanti per il mondo della ricerca, come lo furono anche il recupero dell’archivio dell’E42, l’Esposizione Universale del 1942, che non si svolse per l’arrivo della guerra.

Nella terza parte vengono trattati i grandi temi della gestione del patrimonio culturale che si trovano davanti ai cambiamenti sociali e tecnologici del nostro periodo. In essa si parla anche del terremoto del 1997 che colpì le regioni Umbria e Marche riferendosi alla problematica del recupero e della prevenzione.
Infine vengono illustrate le difficoltà nel realizzare il piano per il Giubileo del 2000 che ha permesso all’Italia di presentare ai pellegrini e ai visitatori il patrimonio culturale nelle condizioni migliori di conservazione.

Durante il dibattito è emersa la complessità dei problemi, ma anche la forza del sistema italiano legato alla storia e al mantenimento del nostro patrimonio culturale.

Se ne conclude che è aumentata la consapevolezza della storia di questo patrimonio e la convinzione sul ruolo che i beni culturali possono svolgere nella società.

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