

Livia Bonifazi, lunedì 22 aprile 2013, porta in scena Il bene del bambino
Quello del 22 aprile 2013 è senz’altro un lunedì diverso al Teatro Manzoni. In prima assoluta va in scena lo spettacolo-inchiesta “Kindeswohl, il bene del bambino”, di Livia Bonifazi e Franco Angeli.
Si tratta di una scrittura sul tema della sottrazione dei minori e sul difficile rapporta tra gli Stati europei in materia di diritto di famiglia. Pur convivendo da molti anni nell’Unione Europea e pur condividendo lo stesso mercato, Parlamento e la stessa economia, convivono ancora molte disparità.
A gennaio dello scorso anno, Livia Bonifazi legge un articolo sull’uscita di un libro scritto da una donna italiana, Marinella Colomba, alla quale il marito tedesco ha sottratto i due figli. Livia si interessa e inizia a informarsi.
Forse non tutti sanno che esiste un ente, in Germania, fondato da Himmler nel 1939 e tuttora operante, lo Jugendamt, ovvero, letteralmente, amministrazione della gioventù. Lo Jugendamt fa in modo che i bambini di coppie bi-nazionali che si separano, vengano sempre affidati al genitore tedesco, che nessun minore lasci la Germania, che i diritti genitoriali non vengano mai dati al genitore straniero e che i contatti tra il genitore straniero e suo figlio siano resi sempre più difficili, con lo scopo finale di cancellarli completamente. E questo significa cancellare nel bambino, la lingua e la cultura del paese del genitore straniero.
L’idea fondante è che i bambini prima di appartenere alla famiglia, appartengono allo Stato, cosa non condivisa da tutti i Paesi Membri.
L’istituto è sicuramente cambiato da quel lontano 1939, ma ancora oggi lo Jugendamt agisce in modo discriminante nei confronti del genitore non tedesco, negandogli sempre la collocazione dei figli e obbligandolo a far loro visita solo sotto sorveglianza. Perché? Semplice. Durante tali visite al genitore straniero è vietato parlare la propria lingua, abbracciare il figlio e mostrare qualsiasi emozione.
Lo Jugendamt è stato più volte riconosciuto colpevole – dalla Corte Europea di Giustizia, dal Parlamento Europeo e dalle Nazioni Unite – per aver violato i diritti fondamentali dell’uomo. Ma le sanzioni sono ininfluenti e la comunità internazionale non può intervenire sulle leggi dei singoli Stati. Arrivano solo semplici segnalazioni.
La Bonifazi e Angeli, quindi, portano in scena la loro inchiesta sulla storia dei padri e delle madri a cui lo Jugendamt ha sottratto i figli. La storia di centinaia di migliaia di bambini che oggi sono orfani di un genitore per colpa di questo istituto.
INFO: 06.3223634 – www.teatromanzoni.info
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