L’11° Festival Teatri di Vetro

Prosegue fino al 12 novembre 2017
Redazione - 15 Ottobre 2017

Prosegue fino al 12 novembre l’11° Festival Teatri di Vetro.

Ecco il Programma

MERCOLEDì 18 OTTOBRE ore 19.00 – LIBRERIA TUBA – Via del Pigneto, 19

MERCOLEDì 25 OTTOBRE ore 19.00 – LIBRERIA GIUFA’ – via degli Aurunci, 38

BIANCOFANGO

ASPETTANDO # IO NON HO MANI CHE MI ACCAREZZINO IL VISO

PRIMO RITRATTO: Aida Talliente | Santa Giovanna dei Macelli di Brecht

SECONDO RITRATTO: Andrea Trapani | Woyzeck di Büchner

Aspettando l’anteprima a Romaeuropa Festival e il debutto a Milano al teatro dell’Elfo, presentiamo a Teatri di Vetro, attraverso una performance all’interno di due librerie, gli attori e un ritratto del personaggio su cui, in questo nuovo progetto, hanno scelto di lavorare. Io non ho mani che mi accarezzino il viso, titolo che rubiamo con amore a una poesia di David Maria Turoldo e a una sequenza di fotografie di Mario Giacomelli, nasce infatti da una domanda posta ai due attori, Aida Talliente e Andrea Trapani: qual è il personaggio della letteratura teatrale la cui fragilità sembra riguardarti? Dalle rispettive risposte, Santa Giovanna dei Macelli di Brecht e Woyzeck di Büchner, è iniziato un viaggio dentro e nei dintorni della fragilità. La fragilità di chi ha vissuto solo tra le pagine di un libro e quella di chi, sulle assi del palcoscenico, ci mette la faccia. Dal personaggio, al ruolo, all’attore, alla persona. Lo scivolamento è inevitabile. Lo scambio è continuo. E non si sa dove finisca il teatro e dove inizi la vita.

uno spettacolo di Biancofango

drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani

regia Francesca Macrì

con Aida Talliente e Andrea Trapani

collaborazione al progetto Aida Talliente

costruzione scene Teatro della Tosse

luci Gianni Staropoli

suono Umberto Fiore

direzione tecnica Massimiliano Chinelli

produzione Teatro dell’Elfo, Fattore K, Fondazione Luzzati -Teatro della Tosse

in collaborazione con Armunia, La Città del Teatro di Cascina, Teatri di Vetro, Twain Residenza di Spettacolo dal Vivo a Ladispoli

 

VENERDì 20 e  SABATO 21 OTTOBRE ore 20.00 –

Teatro BRANCACCINO – Via Merulana, 244

BARTOLINI / BARONIO

DOVE TUTTO E’ STATO PRESO

«Un germoglio di quercia è piantato dentro un vaso prezioso che dovrebbe accogliere soltanto fiori delicati; le radici si espandono, il vaso si spezza» J. W. Goethe

Nella casa assediata dai tarli, ogni stanza è il racconto di un mondo ladro. Abitare dove tutto è stato preso non è comodo, ma sotto il peso delle sue polveri cerchiamo la possibilità di curarne le rovine. La correzione, prova di follia ma anche di resistenza umana, si dispiega allora nella costante trasformazione degli elementi quotidiani: la casa si fa corpo, architettura esistenziale e rifugio a cui tornare per fare mondo invocandone il futuro. A ritroso verso i primi sensi e luoghi, cerchiamo le parole da consegnare a chi abiterà la casa dopo di noi, aprendo il tempo del nostro costruire tra la Terra, il corpo e il teatro. Dove tutto è stato preso c’è ancora una rosa gialla, un giardino di cui prendersi cura.

di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio

drammaturgia Tamara Bartolini

scene e paesaggio sonoro Michele Baronio

collaborazione al progetto, assistente alla regia e foto Margherita Masè

collaborazione artistica Fiora Blasi, Alessandra Cristiani, Gianni Staropoli

suono Michele Boreggi

concept video Raffaele Fiorella

regia Tamara Bartolini/Michele Baronio

 

produzione Bartolini/Baronio | 369gradi

coproduzione Teatri di Vetro festival/triangolo scaleno teatro

con il supporto di Residenza IDRA (Brescia) e Armunia (Castiglioncello) nell’ambito del progetto CURA 2017

residenze Teatro Crest (Taranto) | Dracma Teatro – del Bello Perduto (Reggio Calabria) | Carrozzerie n.o.t (Roma) | Teatro del Lido di Ostia (Roma)

 

DOMENICA 22 OTTOBRE – ore 20.00

Teatro BRANCACCINO – via Merulana, 244

ANGIUS | FESTA feat Woody Neri

OPERA SENTIMENTALE

Della famiglia si dice sempre tanto e spesso male. Eppure veniamo tutti da lì. Tutti ne abbiamo un’idea, un ricordo, un’impressione. E la chiamiamo per nome, come se un nome fosse buono sempre e per ogni occasione. In questa storia c’è una famiglia come in una fiaba, con un padre una madre un nonno e tre fratellini. Che la storia la fanno i vincitori è vero, ma spesso la fanno pure i sopravvissuti, quelli che restano e, quando gli chiedi, rispondono: è andata così. Dunque sono tre, o lo saranno, i sopravvissuti. E per loro è andata così. Una fiaba. Un’opera. Sentimentale.

Camilla Mattiuzzo vince il bando NDN Network Drammaturgia Nuova nel 2016/17 con il testo Opera Sentimentale. Per la messa in scena il progetto più convincente è quello presentato dalla compagnia Angius | Festa che ha il compito di portarlo nelle 10 piazze che fanno parte del network.

di Camilla Mattiuzzo

progetto registico Matteo Angius e Riccardo Festa

interpreti Matteo Angius, Riccardo Festa, Woody Neri

video Versus (Cristiano Carotti – Desiderio)

scenografia Caterina Guia

produzione 369gradi

con il sostegno di MIBACT e S’LLUMINA – SIAE

 

VENERDì 27 OTTOBRE

CARROZZERIE N.O.T – Via Panfilo Castaldi, 28/a

– ore 21.00

VIA NEGATIVA

HUNDRED TOASTS

Hundred Toasts è una celebrazione.
Celebriamo un addio all’idea romantica dell’artista produttore e accogliamo il concetto dell’artista consumatore.
L’artista come incarnazione di “vera, autentica e genuina produzione” oggi non esiste più.
Oggi siamo di fronte ad un artista – innovatore di consumo, creatore di varie forme artistiche di consumo.
Via Negativa è una piattaforma internazionale per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di arti dello spettacolo contemporaneo con sede a Lubiana. È stata fondata nel 2002 e opera sotto la direzione artistica del regista teatrale Bojan Jablanovec.
Via Negativa si concentra sulla creazione e l’esplorazione di diverse strategie di esecuzione, con l’accento sull’etica e la capacità di pratiche, procedure e generi di performance.

Solo performance by Anita Wach
Conceived and devised by Anita Wach & Bojan Jablanovec
Concept and direction: Bojan Jablanovec

 

– ore 22.00

EROSANTEROS

1917 CORE

Una lettura-concerto per trasmettere l’essenza di 1917, uno spettacolo creato da ErosAntEros per ridare vita alle parole dei poeti che hanno cantato la Rivoluzione e restituire attraverso la propria ricerca sonora-vocale la gioia per l’avvento di un tempo che lascia senza fiato.
Sole, ghiaccio, neve, fuoco, aurora: i compagni di questo viaggio. Rosso, giallo-laccato, azzurro-cielo: la tavolozza con cui coloriamo la visione del concerto, per rendere attraverso la scena quel frangente in cui lo scorrere del tempo è parso fermarsi e lasciare spazio al sogno ideale fattosi realtà.
Ma il grande slancio e l’entusiasmo iniziali sono stati presto traditi. Per questo, all’ottimismo dei versi di Majakovskij, Blok, Esenin, Chlebnikov, Pasternak e Geršenzon viene contrapposta la musica del Quartetto n. 8 di Šostakovič, dedicata alle vittime dei fascismi e delle guerre, e forse al compositore stesso.

Ideazione e spazio Davide Sacco e Agata Tomsic / ErosAntEros
montaggio drammaturgico Agata Tomsic
consulenza letteraria Fausto Malcovati
montaggio musicale, live electronics, luci e regia Davide Sacco
con Agata Tomsic
animazioni Gianluca Sacco
costumi Laura Dondoli
direzione tecnica Paolo Baldini
commissione di Ravenna Festival
in coproduzione con ErosAntEros
in collaborazione con La Corte Ospitale e con Ravenna Teatro
prima assoluta della forma integrale 28 giugno 2017, Teatro Dante Alighieri, Ravenna Festival

 

LUNEDì 30 OTTOBRE – ore 21.00

Teatro Vascello – Via Giacinto Carini, 78

LEVIEDELFOOL

HERETICO

dopo questo apparente nulla

“Ogni religione è un castello in aria e la teologia non è che l’ignoranza delle cause naturali ridotta a sistema…”
Holbach

In verità vi dico che non è vero.
Sette capitoli per prepararsi al giorno in cui ogni religione ci apparirà per ciò che realmente è: un insulto all’intelletto umano. Ogni culto, un raggiro. Ogni dogma, una risposta imbarazzante.
Ma nonostante questo, la fede religiosa resta così salda che neppure preti, teologi, vescovi e cardinali sono riusciti a sradicarla dal cuore degli uomini e ancora oggi, alimentata da una chiesa portatrice di una morale deformata, resta una comoda alternativa al pensiero e alla fatica dell’indagine.
Eppure, cosa è successo?
Abbiamo davvero preferito far piangere le statue piuttosto che sentirci parte di quell’atto poetico, il più grandioso, che è l’Evoluzione? Che in silenzio, senza nulla recriminare, mentre questo pianeta continuava a girare e mentre la terra e l’acqua si sostituivano l’una all’altra, ha creato innumerevoli forme. Le più belle e le più meravigliose.

uno spettacolo di LEVIEDELFOOL

drammaturgia e regia di Simone Perinelli

con Claudia Marsicano, Elisa Capecchi, Daniele Turconi e Simone Perinelli

aiuto regia e organizzazione Isabella Rotolo

musiche originali di Massimiliano Setti

disegno luci e scene Fabio Giommarelli

fonica Niccolò Menegazzo

Costumi Labàrt Design

foto di scena e progetto grafico Manuela Giusto

Un ringraziamento per la disponibilità e i suggerimenti a Roberto Castello

Coproduzione Gli Scarti / FuoriLuogo, Armunia, Fabbrica Europa, Triangolo scaleno Teatro / Teatri di Vetro

Con il sostegno di PimOff, Straligut Teatro, Teatro Era – CSRT, NTC Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno

31 OTTOBRE ore 19.00  LIBRERIA LE SORGENTI – Bolsena
1 NOVEMBRE ore 21.00  MAT – Viterbo
2 NOVEMBRE ore 14.00  LICEO ARTISTICO MIDOSSI – Vignanello

 

PAOLA BIANCHI / IVAN FANTINI

D’ANIMANIMALE

Non ho bisogno di voce, è il corpo che parla, posso fare a meno della voce, è il corpo che canta…
Ivan Fantini animanimale _ apologia di un genere umano

D’ANIMANIMALE, azione per corpo e voce, origina dalle parole e dalle immagini di ANIMANIMALE _ apologia di un genere umano, il libro di Ivan Fantini – scrittore e Andrea Chiesi – pittore. L’azione coreografica di Paola Bianchi incorpora e stravolge le visioni scaturite da quelle parole e da quelle immagini mentre la voce di Ivan Fantini e la musica di Fabrizio Modonese Palumbo si fanno corpo sonoro.
Pensato per spazi non propriamente teatrali, D’ANIMANIMALE esplora la fragile linea di divisione tra azione e visione, e sperimenta la nudità dell’azione stessa, la sua veridicità priva di maschere di protezione.

coreografia e danza Paola Bianchi
testi e lettura Ivan Fantini
musiche originali Fabrizio Modonese Palumbo
tela Andrea Chiesi
produzione FC@PIN.D’OC
in collaborazione con AGAR
con il contributo di Mibact e Regione Sicilia

 

Nell’ambito di COMPOSIZIONI:

VENERDì 3 NOVEMBRE

– ore 17 –  Piazza Anco Marzio

CIE MF | MAXIME & FRANCESCO

RE-GARDE

versione urbana

Re-Garde è uno spettacolo di danza contemporanea che indaga sul senso della vista: dimensione innocente e pulita di uno sguardo che si posa sulle cose e che sa ironicamente divertirsi con la vita. Un’osservazione da fanciullo pascoliano, priva di qualsiasi condizionamento e libera di potersi esprimere ed affermare. In scena due uomini, specchio delle loro proiezioni, sono pronti a subire o ricevere, a dare o perdere, a essere manipolati, provocati, abbandonati. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. Un ipotetico ed assurdo soggetto noir che ammetta l’esistenza di un colore più gradevole, vicino alla sfera dell’umana e carnale visione della vita in tempi moderni. L’alternanza tra binomi opposti consente di valicare i delicati confini che separano la giovinezza dalla vecchiaia, in un tempo sospeso tra gesto e poesia.

di e con Francesco Colaleo e Maxime Freixas

musiche: AA.VV

produzione Artemis Danza

con il sostegno di ACS Abruzzo Circuito Spettacolo, Residenza IDRA,

Teatro Akropolis, Anticorpi XL, Tersicorea T.Off, Micadanses, Espace Lucien

Piazza Anco Marzio

 

– ore 17.30 – Piazza Anco Marzio

YORIS PETRILLO / CIE TWAIN

NOTHING TO DECLARE

“Nothing to declare”. Niente da dichiarare. 
Frase simbolo di una generazione, quella degli anni 2000, che vive nella costante rincorsa di ciò che è smart, low cost, last minute; quasi un’inno all’improvvisazione, ad esser sempre pronti, ma mai preparati. Grazie alle nuove tecnologie, smartphone, voli lowcost, car sharing, tutto è più vicino, più stressante. Sempre online, sempre connesso, sempre controllato; vediamo costantemente la posizione di tutti coloro che utilizzano i social network. Le nostre immagini sono ovunque in rete, tutto ciò che avviene delle nostre vite sembra non avere importanza se non riceve sufficienti “like”. Le connessioni umane vengono filtrate e protette dal mondo esterno, gli auricolari stordiscono il nostro udito, smartphone, tablet e computer offuscano la nostra vista, la nostra scrittura è stata standardizzata dal battere su di una tastiera.
I nostri bagagli vengono ispezionati, controllati: altezza, peso, circonferenza; una dimenticanza può creare una paralisi di una stazione o di un aeroporto per ore. Generazione costantemente sotto controllo abituata a commentare, twittare, condividere, ma mai a prendersi la responsabilità delle proprie idee… semplicemente: Niente da dichiarare!

di e con Yoris Petrillo
musiche originali Alessandro D’Alessio
produzione Twain Centro di Produzione Danza 2016
in collaborazione con Attraversamenti Multipli Festival e Teatri di Vetro Festival
in residenza presso Teatro Frida – Piove di Sacco, Centro d’Arte e Cultura – Città di Ladispoli, Supercinema – Tuscania, Teatro di Bucine, Teatro Petrella – Longiano.
Con il sostegno del MiBACT e Regione Lazio

 

VENERDì 3 NOVEMBRE – ore 21.00 – TEATRO DEL LIDO DI OSTIA – via delle Sirene, 22

Claudia Rossi Valli e Tommaso Monza / Natiscalzi DT

LO SCHIACCIANOCI

opera fantastica in atto unico, per ensemble di danzatori e tappeto elastico

La nostra versione de “Lo Schiaccianoci” propone un tuffo tra desideri e memorie, partendo da quel punto nel tempo in cui la magia del Natale era ancora così vera e speciale in noi.
“Lo Schiaccianoci” vuole essere uno spettacolo per un ensamble di 6 danzatori, tutti sorpresi sulla soglia o nel pieno dell’età adulta. Chi sono queste personalità? Che bambini sono stati? Chi sono diventati? Le finestre si aprono su mondi mirabolanti ed incredibili, catturati in bilico tra ciò che immaginavamo, e ciò che è accaduto realmente: nei classici ballet blanc, l’azione vive in due atti, due mondi paralleli, che qui arrivano ad intrecciarsi sempre di più, fino a diventare un atto unico, una festa di Natale continua che è diretta al surreale.
Un mondo vero ed onirico al tempo stesso, tragicamente comico, paradossalmente sincero, dove i sogni tornano a bussare alla porta del presente fino a farci credere che siano divenuti reali.

Coreografia: Tommaso Monza, Claudia Rossi Valli
con: Marco Bissoli, Francesco Collavino, Michela Cotterchio, Elda Gallo, Tommaso Monza, Seydi Rodriguez Gutierrez, Claudia Rossi Valli
Musica dal vivo: Angel Ballester Veiz- Maria Norina Licardo
Musiche: “Lo Schiaccianoci” di Tchaikovsky
Disegno luci: Andrea Gentili
organizzazione: Michele Fanni
Produzione: Natiscalzi DT, Compagnia Abbondanza/Bertoni
Col sostegno di: Lavanderia a Vapore, Vignale Monferrato Festival, Festival Oriente Occidente.

 

SABATO 4 NOVEMBRE – TEATRO DEL LIDO DI OSTIA –  via delle Sirene, 22

Nell’ambito di COMPOSIZIONI:

– ore 20.00

Anna Giustina / Compagnia Arearea

RERALITY

reRality nasce dall’osservazione dei passeggeri del treno RER parigino. È un’indagine dell’umanità intorno a me, della sua presenza evanescente nella realtà e del suo rapporto perverso con l’irrealtà. Il RER è un concentrato di umanità. Ogni passeggero contempla voluttuosamente il proprio sé, il protagonista ineliminabile della propria vita. Allorché, tutt’intorno, ecco la moltitudine: uno scorrere incessante di carne e sudore, parole e pensieri; altre vite che sfiorano, urtano, schiacciano. L’individuo si rende conto di essere anch’egli immerso in questo flusso, parte indistinguibile di una moltitudine nauseabonda e incontinente. L’Io protagonista vacilla nello spazio limitato del mondo reale e vanamente cerca la sua stabilità nello spazio infinito, ma inesistente, del mondo virtuale.

AUTORE E INTERPRETE: Anna Giustina

MUSICA: Einstürzende Neubauten, Al Bowlly, Alva Noto, Berio, Raffaello Antonutti

PROGETTO VINCITORE Premio Twain_direzioniAltre

RINGRAZIAMENTI: Raffaello Antonutti, Laetitia Arnaud, Marta Bevilacqua, Maria Augusta Chizzola, Roberto Cocconi, Cristiana Fusillo, Isabella Giustina, l’organizzazione, la giuria e i partecipanti del festival Cortoindanza 2016 – Coreografie dal vivo in forma breve (Cagliari), l’organizzazione del festival Miniatures_Rassegna coreografica per assoli contemporanei—II edizione, 2017 (Perugia), l’organizzazione del concorso Premio Twain_direzioniAltre (Ladispoli), in particolare Loredana Parrella e Roberta Nicolai per il tutoraggio durante la residenza a Ladispoli.

 

– ore 21.00

Dehors/Audela + Simone Pappalardo

 

PIU’ NEL BOSCO NON ANDREMO?

 

variazione sull’ambiguità delle forme e del tempo

Un viaggio nel mondo di Alice Liddell, in cui l’azione si fa atto sonoro, esperito in alcuni dei luoghi topici del mondo delle “Meraviglie” descritto da Carroll: il bosco/giardino, la tavolata del thé e la dimensione oltre lo specchio.
Il corpo-voce della performer si fa strumento ed entra in dialogo con le sculture sonore, oggetti sensibili che prendono parola ed esprimono pensieri illogici, sonorità inaspettate attraverso un sistema di feedback elettromagnetico che permette ai diversi materiali di vibrare liberamente secondo le proprie frequenze di risonanza.
Materiali primari, neutri, trasparenti come il vetro, ancestrali come il legno o il ferro, creano un orchestra di timbri organizzati intorno a 4 quadri/luoghi, e intorno a 3 note che limitano le altezze possibili ad intervalli minimi e alla nenia. Seguendo una partitura d’azione parzialmente aperta, in uno stato di indeterminatezza fluttuante, suggerendoci immagini che perdono la qualità dell’alta definizione, nella deflagrazione dei contorni, nello sfocato, in quel non definito che permette di lasciare aperta qualsiasi interpretazione.

Concept Dehors/Audela, Simone Pappalardo
Musica Simone Pappalardo
Azione Scenica e testi Elisa Turco Liveri
Immagini, luci Salvatore Insana
con il sostegno di Conservatorio O. Respighi, Latina,  Vera Stasi, Florian Metateatro, Wunderkammer Ass. Cult., Dracma Centro Sperimentale, Kollatino Underground

 

DOMENICA 5 NOVEMBRE – TEATRO DEL LIDO DI OSTIA –  via delle Sirene, 22

 

Nell’ambito di COMPOSIZIONI:

– ore 18.00

CIE MF | Maxime & Francesco

CHENAPAN

Giro giro tondo, casca il mondo. Casca la terra…
“Chenapan” è un termine francese di origine tedesca che vuol dire “monello”. Lo spettacolo desidera mettere in scena i giochi di una volta. Il pubblico assiste ad una gara all’ultimo salto tra due monelli che si sfidano a colpi d’ingegno. L’obiettivo primario è di sensibilizzare su una dimensione di contatto e di gioco che si sta perdendo a causa del continuo condividere virtualmente e non fisicamente. Il lavoro desidera porre l’attenzione sugli importanti cambiamenti sociali che vedono il progressivo smantellamento delle dinamiche di relazione. Lo scopo primario di Chenapan è distrarre per divertirsi, senza superficialità, ma con attenta leggerezza. Gli atti creativi si esprimono semplici, così come sono, in quadri vivaci di intenzioni. In un universo dalle spontanee visioni, esiste la corda ed il suo tentativo eterno di creare portali magici.

di e con Francesco Colaleo e Maxime Freixas
musiche: Vincenzo Pedata
illustrazioni grafiche di CannibalMalabar
produzione Artemis Danza
in collaborazione con Anghiari Dance Hub, Capotrave/Kilowatt, Anticorpi XL, Scenario Pubblico,
l’Espace Bernard Glandier (Francia)
con il sostegno di Magic. T

 

– ore 19.00

Simone Zambelli

NON RICORDO

 

dal latino: re- indietro cor- cuore.
Richiamare in cuore, riportare al cuore, vera sede della conoscenza profonda per gli antichi.
Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non nella sua forma originale. E che però, per il solo tornare in cuore, rivive – non sogno fatuo o fantasticheria, ma sentimento concreto, esperienza diretta. Non è molto chiaro se si tratti di qualcosa che ci appartiene o di qualcosa che è svanito. Quanto ha di reale? Quanto di immaginazione? Bisogna considerarlo positivo per essere accaduto o negativo per esser finito? Si tratta del miglior regalo che un momento indimenticabile può lasciare? È triste ricordarsi che qualcosa non accadrà di nuovo? Ricordo inteso come simbolo di un’intera umanità, legame coeso che ci tiene uniti nella medesima condizione di essere umani.
“…E mi chiesi se un ricordo sia qualcosa che hai o qualcosa che hai perduto”. (Woody Allen)

coreografia: Simone Zambelli
interprete: Simone Zambelli
coprodotto da Balletto Civile
musiche: A.V.

 

– ore 19.30

Arianna Rodeghiero

IN BETWEEN

Nel solo In between esploro la dimensione di incertezza in cui il corpo si trova nel momento di “ricordare” una particolare emozione o situazione. Tutto inizia con una persona nello spazio e un suono interrotto, che ricrea i ricordi. Il suono e la danza sono in costante dialogo, diventando eco l’uno dell’altro, nel tentativo di afferrarsi. In questo spazio della memoria, il corpo è in continuo movimento attraverso diversi stati fisici, non fermandosi mai in un punto certo. Mi interessa indagare l’ in between del movimento, non la sicurezza del punto di arrivo, bensì la fragilità della transizione. Il mio intento è creare un’atmosfera di sospensione, in cui flash back di sensazioni già esperite ritornano al corpo e alla mente. È un viaggio privato nel tempo, quasi una trans, che il pubblico osserva come se fosse invisibile agli occhi del performer, come un voyeur che lo spia dall’esterno.

Musica: Samuel Moncharmont
Costumi: Boutique Trequattrosette, Milano
Foto: Antonio Monge
Con il sostegno DanceHaus più, progetto W.H.Y. e Network Anticorpi XL.
Vincitore del premio W.H.Y. vetrina della giovane creatività, Lombardia.

 

 

SABATO 11 NOVEMBRE – TEATRO DEL LIDO DI OSTIA –  via delle Sirene, 22

 

Nell’ambito di COMPOSIZIONI:

 

– ore 19.30

 

Meno Infinito

 

MENO VETRO

Il progetto di improvvisazione “Meno Infinito” nasce dall’esigenza di comunicare in modo universale tramite il suono, costruendo mattone per mattone una sintassi gestuale che avrà senso solo in quella performance; un gesto è un significante, un evento sonoro, una reazione instantanea generata per imitazione, per contrapposizione o da una semplice reazione a ciò che l’altro sta suonando, proprio come nel parlato. L’improvvisazione non è quindi totale libertà acritica, ma un discorso che sottostà a precise sebbene arbitrarie regole sintattiche generate di volta in volta dalla sovrapposizione dell’esperienza e della sensibilità dei singoli musicisti; la buona riuscita, come per ogni discorso, dipende in gran parte da quanto si è disposti ad ascoltare, pratica oggi più che mai messa in disparte.

di e con Andrea Veneri e Giovanni Tancredi

 

 

– ore 20.00

Simone Pappalardo + Orchestra

FIELD

Fields è una conduction per un organico variabile di musicisti che suonano strumenti ricostruiti o reinventati partendo da materiali poveri, oggetti elettronici in disuso, vari tipi di interferenze elettromagnetiche. Fields è dunque uno studio sul timbro di suoni residuali e materiali di scarto. L’orchestra racconta l’’attimo prima’, dilatando in un continuo dialogo fra contrasti timbrici e movimenti tellurici di parti strumentali, un istante che diventa stasi. In un magmatico divenire di contrasti e di tensioni, fields recita un’ode all’instabilità, alla fragilità, al cambiamento inatteso, all’oggetto di scarto che con la sua perdita di definizione conquista nuove possibilità semantiche.

Conservatorio Ottorino Respighi di Latina, Conservatorio Alfredo Casella De L’aquila

 

ore 21.00
OUTPOSTLIVE / VIJT

SINGULARITY
The History of the Universe
La singolarità matematicamente parlando è un limite in cui la funzione diverge, esplode, e fisicamente tutto perde di significato. Un punto singolare è un luogo dove una superficie, “degenera”, dove lo spazio e il tempo non esistono per come li conosciamo. Se la materia fosse stata distribuita uniformemente in tutto lo spazio, la forza gravitazionale si sarebbe annullata in ogni direzione e avremmo avuto un universo completamente statico. Ma per fortuna, il caso ha voluto che nell’universo fosse presente una certa dose di disordine. Singularity è il suono che si dilata nello spazio, è l’immagine che riverbera nel cosmo. È il racconto audio video di un viaggio senza tempo, che attraverso un’accurata ricerca su basi scientifiche ripercorre le principali tappe della storia dell’Universo. Un set live che dilata lo spazio-tempo in musica e video.

Concept: Giorgio Sestili
Audio: Outpostlive
Video: Vjit
con: Stefano Aimola, Dalila D’Amico, Francesco Iezzi

 

– ore 22.00
ELETTROSUONI e PLUNGE presentano: NOVI SAD

IIC – INTERNATIONAL INTERNAL CATASTROPHES

In questo progetto audio-video Novi_sad e Isaac Niemand, sviluppano un quadro ottico-sonico viscerale, denso e profondo, costruito su crescendo pieni di pathos, deliri di movimento lento, energia visiva travolgente, eleganza e tensione, attraverso il quale spingono i sensi interiori. La prima parte del progetto è basata esclusivamente su un’ampia gamma di fenomeni sonori (udibili e / o non udibili), che sono stati catturati in uno degli ambienti più ostili del pianeta Terra (Islanda). La seconda parte è basata su registrazioni di vibrazioni dei ponti di Manhattan e Brooklyn a NYC.

suono Thanasis Kaproulias
video Isaac Niemand

 

DOMENICA 12 NOVEMBRE – TEATRO DEL LIDO DI OSTIA –  via delle Sirene, 22

Nell’ambito di COMPOSIZIONI:

– ore 18.00

 

ELETTROSUONI in collaborazione con CONSERVATORIO O. RESPIGHI presentano:

andrea veneri

VIDERUNT OMNES

+

giovanni tancredi

CADUTA

Un progetto di scouting e valorizzazione dei giovani talenti appena diplomati o prossimi al diploma.
Due allievi del Conservatorio Ottorino Respighi di Latina, presentano in prima assoluta due composizioni acusmatiche spazializzate ad hoc. La collaborazione è un primo, sperimentale passo per costruire un ponte tra il mondo della cultura accademica e l’attuale panorama della scena dal vivo contemporanea, e si avvale del supporto drammaturgico, dalla genesi e durante tutto lo sviluppo del lavoro, del Festival stesso.

 

– ore 18.30

 

Granato

CORRENTE

Corrente, il primo lavoro dei Granato è uno sguardo sul mondo da dentro il mondo. È una lotta per la materia sonora, per la creazione di “possibili equilibri alternativi”. Nulla era dato all’inizio se non l’esigenza di un nuovo innamoramento verso la musica e verso la realtà che ci circonda. Sei brani materializzano le riflessioni, le sensazioni, gli sforzi, le ricerche, le discussioni, le responsabilità che ognuno degli autori ha vissuto durante la realizzazione del lavoro. Un percorso di scoperta e di crescita, una riflessione sulla condizione attuale del fare musica e sul come porsi per far sì che il pubblico possa comprendere e l’artista esprimersi. Il risultato musicale è denso e variegato, difficile da racchiudere in un genere specifico. I testi parlano di ciò che ci circonda quotidianamente, esperienze che ognuno vive, un’analisi del reale condensata in poche righe.

Francesco Bianco: voce, sintetizzatori, chitarra.
Alessandro Cicala: chitarre.
Dario Giuffrida: batteria acustica ed e lettronica.

 

– ore 19.30

Cipitelli – Sbordono – Schiavone – Vinella

WINTERREISE

 

ore 20.30

BREAKING WOOD / WALTER PARADISO

CALL TO MIND

Racconto per elettronica, clarinetto e video. Resoconto di un viaggio compiuto da prigionieri.
C’è la linea d’ombra, c’è la febbre, ci sono le scarpe –non si sa come- già sfondate, c’è l’impossibilità di chiedere aiuto ma anche fasciature di luce.
Gli occhi sono uno sguardo in soggettiva che cerca di raccapezzare un senso dopo le città, i fiumi, le cavità della terra. Ci sarebbe un’esperienza da raccontare, che possa far da guida e che risiede nel suono, ma siccome la cosa non vuole farsi spiegare, è bene non tentare neppure di chiederlo.

di Breaking Wood (Alessandro Altarocca e Cristiano Petrucci) + Walter Paradiso
Elettronica Alessandro Altarocca
Clarinetto Cristiano Petrucci
Video Walter Paradiso


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