La Biennale dei record

Parte da Roma la 53esima Biennale di Venezia
di Alessandra De Salvo - 25 Marzo 2009

1) La conferenza stampa. Il secondo da sinistra è Paolo Baratta, Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia. 2) da destra: Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, curatori del Padiglione Italia e Francesco Prosperetti, Direttore del PARC. 3) Daniel Birnbaum, curatore della 53° Biennale. 4) Il logo della Biennale. Foto di Federico Ridolfi.

Si è tenuta a Roma il 23 marzo 2009 la conferenza stampa di presentazione della 53esima Esposizione Internazionale d’Arte. Nella splendida cornice della sala dello Stenditoio del Complesso del San Michele, presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Presidente della Fondazione La Biennale Paolo Baratta ha illustrato le novità della maggiore rassegna d’arte contemporanea che si svolgerà a Venezia dal 7 giugno al 22 novembre. Sarà una Biennale da record. Per la prima volta verrà raggiunta la quota di 77 paesi partecipanti e di 38 eventi collaterali. Un ulteriore record personale spetta, per una questione anagrafica, anche a Daniel Birnbaum, direttore artistico di questa 53esima edizione: si tratta infatti del curatore più giovane ad aver ricoperto tale ruolo.

“Fare mondi”, il titolo di questa Biennale, focalizza l’enfasi sul momento del processo creativo perché, come ha dichiarato lo stesso Daniel Birnbaum, “un’opera d’arte è più di un oggetto, più di una merce. Rappresenta una visione del mondo e, se presa seriamente, deve essere vista come un modo di costruire un mondo”. La Biennale non sarà, dunque, divisa in sezioni tematiche ma avrà come unico filo conduttore uno sguardo sul processo creativo degli artisti, sul loro universo poetico, artistico, segnico. Saranno presenti opere di ogni tipo e forma: disegni, pitture, sculture, installazioni, video, performance. Ampio spazio verrà riservato a progetti che attraversano e fondono tra loro le classiche discipline come la parata di Arto Lindsday, il progetto letterario del Moscow Poetry Club, l’attività educational di Xu Tan.

Molte le novità di questa Biennale, non solo dal punto di vista artistico ma, soprattutto, da quello strutturale. “Con il 2009 si imprime un nuovo e profondo cambiamento alle strutture e alle dotazioni della Biennale, con cui si potranno dilatare i suoi orizzonti futuri” ha dichiarato Paolo Baratta, annunciando i 14.000 mq di ampliamento della sede espositiva. Grazie ad un accordo con il Comune di Venezia la Biennale ha ottenuto in concessione il vecchio edificio del Padiglione Italia. In questo modo avrà finalmente una sede stabile (che prenderà il nome di Palazzo delle Esposizioni de La Biennale) in cui poter svolgere le sue attività permanenti nel corso dell’anno. Verranno aperti nuovi spazi dedicati ai visitatori che saranno arredati da alcuni degli artisti partecipanti: un bar-ristorante, un bookshop, e uno spazio per le attività educational. Anche la biblioteca dell’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee) verrà riaperta al pubblico dopo ben dieci anni di chiusura.

Novità anche presso la sede dell’Arsenale: il Padiglione italiano è stato ingrandito passando da 800 a 1800 mq, ha assunto la denominazione di Padiglione Italia e si estenderà ora fino al Giardino delle Vergini, un nuovo spazio inesplorato che per la prima volta diventerà sede di esposizione. Il rinnovato Padiglione Italia verrà inaugurato quest’anno con “Collaudi. Omaggio a Marinetti”, mostra organizzata dal PARC, Ministero per i Beni e le attività culturali, e curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice. Grazie all’acquisizione di questi nuovi spazi l’Arsenale verrà dotato di un nuovo accesso all’esposizione e verrà realizzato un nuovo ponte che unirà il Giardino delle Vergini e il Sestiere di Castello.

Infine, ulteriore buona notizia per l’intera città di Venezia, verrà finalmente riaperta al pubblico, dopo due anni di restauro, la Ca’ Giustinian, la storica vecchia sede della Biennale che si propone ora con uno spirito nuovo, non più come una “banale sede di uffici ma un centro vitale della città, una sorta di piazza sempre aperta al pubblico”.

È imprescindibile il legame della Biennale con Venezia che si candida, con pieno diritto, a Città d’arte per eccellenza. Come sottolinea Paolo Baratta sono 80 i luoghi della città che verranno coinvolti durante la Biennale, “queste mostre allestite in tutto il territorio veneziano, ci fanno constatare l’esistenza di fatto, oltre i Giardini e l’Arsenale, di una terza sede della Biennale: la città di Venezia.”


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