La Bisbetica napoletana di Dino Artone alla biblioteca Gianni Rodari

La libera versione in italiano e napoletano è frutto di una precisa volontà dell’autore di mettersi alla prova in una operazione complessa

La bisbetica napoletanaIl 4 giugno alla biblioteca Gianni Rodari è stato presentato il libro di Dino Artone La bisbetica napoletana (pp.140, Edizioni Cofine, 2009). L’opera è stata presentata da Plinio Perilli. Sono intervenuti anche il poeta Achille Serrao e l’editore Vincenzo Luciani. Tra gli intervenuti anche Cosma Siani (Università di Cassino) e e l’anglista Giuseppe Massara (Università la Sapienza).

Shakespeare poeta e drammaturgo inglese vissuto a cavallo tra il 500 ed il 600 è lo specialista senza tempo degli enigmi della natura umana. I suoi scritti sono definiti “secolari”, per tutte le stagioni. Tutti gli ideologi che vengono dopo Shakespeare fondano i loro paradigmi sui personaggi delle sue opere che sono vere e proprie indagini dello spirito. Shakespeare è il centro del Canone Occidentale, per dirla alla Harold Bloom, ossia il centro del pensiero occidentale. Questa centralità diventa poi universalismo da maneggiare con cura, patrimonio utile alla comprensione del nostro vivere a patto di restare consapevoli dei rischi che si corrono nella rilettura di questo genio.

Dino Artone ci prova, azzarda una sua traduzione della Bisbetica. E’ convinto lui e cerca di convincere il pubblico di lettori. E’ un tentativo ardito anche ammirevole. Si tratta di coniugare la genialità di Shakespeare con la “napoletanità”. Adattare una teoria ad una caso specifico. “La bisbetica napoletana”, libera versione in italiano e napoletano,con la prefazione di Plinio Perilli, risulta essere frutto di una precisa volontà da parte dell’autore, quella di mettersi alla prova in una operazione complessa. Lo sforzo risulta apprezzabile, l’opera merita la lettura.

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